Questa giungla non può essere il lavoro del futuro. Per Maurizio Landini senza risposte ai giovani questo Paese non avrà chance

“A Bologna hanno licenziato 40 rider.” Più volte Maurizio Landini, intervistato da Lucia Annunziata durante la puntata odierna di In mezz’ora in più, ha nominato i ciclofattorini delle app di consegna a domicilio. Simbolo della precarietà selvaggia che caratterizza il lavoro giovanile e non solo. Ma indipendentemente dal lavoro – che sia via app o no – il tema, precisa ancora il segretario generale della Cgil – è che tutti, autonomi, collaboratori, partite iva, devono godere delle stesse tutele.

Il Giro degli sfruttati

Sarebbe questo il lavoro del futuro? A Pisa, i rider di una nota multinazionale di consegna di cibo a domicilio scrivono una lettera aperta per mostrare le difficoltà e i pericoli del loro lavoro. Il testo è accompagnato anche da un video. Un ottimo esempio che mostra la coesione dei lavoratori in una battaglia per i diritti ancora tutta da giocare. E speriamo che il Ministro Luigi Di Maio legga e veda. Magari troverà ispirazione per i suoi fantomatici interventi legislativi. Intanto qui ricordiamo anche che a settembre scorso, proprio nella città della Torre, un pony express è morto in un incidente stradale. Maurizio Cammillini, 29 anni, lavorava in nero, si è schiantato sull’asfalto per 3 euro.

Donne al lavoro: gli stati generali

Se pensiamo che sino a settant’anni fa, quattro generazioni, le donne non avevano neppure diritto al voto, possiamo cogliere la straordinaria portata delle conquiste realizzate dai movimenti e dalle associazioni femministe, dalla politica e dai sindacati dal dopoguerra ad oggi. Con la CGIL sempre in prima fila. Un articolo di Lara Ghiglione, segretaria generale Cgil la Spezia