Mille morti: la guerra contro i curdi non si è mai fermata. Ed è una delle più sporche che abbiamo conosciuto.

Immagini e numeri di un conflitto che l’opinione pubblica mondiale sembra già aver dimenticato.Armi chimiche, violenze contro i civili, nessun rispetto per gli accordi, il sospetto – denunciato dai curdi – di un tentativo di “sostituzione etnica”, l’accanimento contro le donne, vero simbolo dell’emancipazione del Rojava: accade alle porte dell’Europa e non se ne parla quasi più.

Il generale USA: è pulizia etnica. Trump ha le mani sporche di sangue. Intanto Erdogan attacca Kobane

Il presidente turco annuncia di avere il via libera della Russia per attaccare la città simbolo del riscatto curdo. Il presidente statunitense Donald Trump, intanto, ritira mille soldati dal Nord Est della Siria. E proprio dagli USA arriva l’agghiacciante denuncia del generale John Allen che fu a capo delle forze statunitensi in Afghanistan.

Fermate la guerra! La Turchia attacca il popolo curdo. Non possiamo permetterlo.

Due morti e due feriti nel villaggio di Misharrafa. Bombardamenti su aree abitate da civili. Le forze turche prendono di mira anche una diga che fornisce acqua potabile a 2 milioni di persone. La guerra contro il popolo e la democrazia curda è appena iniziata. Non possiamo restare a guardare. Qui trovate l’appello di Anpi, Cgil, Arci, Legambiente da rilanciare e le piazze da riempire per far sentire la nostra voce.

Il padre di Orso, morto per la causa curda: “Uccideranno Lorenzo una seconda volta.”

Il messaggio di speranza e dolore di Alessandro Orsetti: “Ai ragazzi e alle ragazze curde che hanno combattuto con mio figlio e che oggi continuano a combattere dico: fate bene a sentirvi traditi da governi e istituzioni, ma non sentitevi traditi dai popoli. Perché c’è tanta gente che lotta insieme a voi, che vi è vicina, che ha voglia di intervenire e di protestare. C’è tanta gente che sente la vostra rabbia.”