Chi era Alexander Langer, l’ambientalista pacifista citato da Propaganda Live

Giovani idee ambientaliste e ideali di pacifismo. Breve profilo di Alexander Langer e della sua vita spesa per promuovere il dialogo

Benvenuti in mare aperto. Le sardine pubblicano il loro manifesto. Per lo scrittore Erri De Luca finalmente piazze vive e piene di giovani che vogliono costruire il futuro

“Che sia il futuro è certo – ha commentato l’autore di libri come “Impossibile” o “Il giorno prima della felicità”, perché il futuro è nelle mani dei giovani: saranno loro a detenerlo; la bella notizia è che lo vogliono anche determinare e non semplicemente subire. No, questi ragazzi e queste ragazze vogliono dirci come deve essere.”

Ai giganti della gig economy piace solo un sindacato: quello giallo.

I giganti della modernità, del 4.0, dell’innovazione senza tutele tentano di fare leva su questo vecchio, vecchissimo arnese. La loro parola d’ordine è sfruttamento. Quella delle organizzazioni sindacali
vere la lotta e la conquista di diritti.

Report li smaschera, loro insultano il rider che ha scelto la Cgil. La risposta li gela: “Sono italiano e ho la pelle nera. Fatevi un esame di coscienza.”

Un sindacato “di scopo” favorevole al cottimo, da qualche settimana tiene il suo dito puntato contro Talem Parigi, che il rider lo fa da tre anni, che ha partecipato alle audizioni in Parlamento e che ha scelto la tessera Cgil.

Lettera di un figlio a un padre ucciso dal lavoro. “Papà, non così. Per la prima volta in questa vita ho paura”

Mirko Sinibaldi è il figlio di Giuseppe morto in un incidente avvenuto nella discarica di Colleferro sabato 9 novembre. Affida il suo dolore alla rete, ed è anche rabbia e denuncia per un lavoro che strappa vite e famiglie all’improvviso. Rilanciamo questo messaggio, perché, come scrive Mirko, tutto questo non si può accettare.

La storia si fa insieme. Lula torna libero e la Cgil c’è. A San Paolo l’abbraccio tra chi sogna e lotta per il lavoro e la democrazia

Dal Brasile il racconto dell’incontro con Inácio Lula da Silva poche ore dopo la sua scarcerazione. Scrivono Elena Lattuada, segretaria generale Cgil Lombardia e Fabio Ghelfi, responsabile politiche internazionali.

30 anni dopo Berlino, decine di muri della vergogna… Possiamo batterli, ancora e per sempre

30 anni fa la caduta del muro che divideva l’Europa, oggi le nuove generazioni lottano contro nuovi muri reali e virtuali: sono tutti muri da abbattere. Sono i muri della vergogna

Lula libero, Marielle vive. Oggi il Brasile ci ha dimostrato che, anche nell’assalto più feroce, il popolo resiste

Se Lula è libero, Marielle Franco vive. Lei, punita da mani armate che le indagini scoprono di giorno in giorno più vicine all’attuale presidente Bolsonaro. Lei, assassinata il 14 marzo del 2018, poche settimane prima che Lula finisse in carcere, freddata in un agguato perché troppo donna, troppo lesbica, troppo a sinistra, troppo pronta a difendere i diritti degli ultimi.
Una consigliera comunale e un ex presidente. Una uccisa, uno ingiustamente imprigionato. Lei del Partito Socialismo e Libertà, lui del Partito dei Lavoratori. Fino a oggi il Brasile di Jair Bolsonaro è stato questo. Da questa sera il futuro promette di scrivere un’altra storia.

Pecora Elettrica: doveva riaprire, l’hanno bruciata di nuovo. A Roma la libreria che fa paura ai fascisti.

In Fahrenheit 451 Ray Bradbury scriveva: “Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.”

Antonio Candido è la vittima più giovane dell’esplosione di Alessandria. Tre morti e una domanda: quanto vale la vita di un vigile del fuoco?

Per gli amici era Nino, Nino con il sorriso e la tuta da pompiere. Nino che era di Reggio Calabria ma poi, come tanti ragazzi del Sud, aveva lasciato la sua terra e si era trasferito in Piemonte. Viveva ad Albenga con sua moglie e i suoi due cani. Tante passioni e la professione di vigile del fuoco nel sangue. Come suo padre.

Vale più un operaio dell’Ilva che 10 ex ministri razzisti. L’autogol bestiale del leader della Lega che, in un colpo solo, offende Balotelli e le tute blu

La più grande acciaieria d’Europa sull’orlo del baratro e c’è chi non perde l’occasione per sfruttare il dramma di 10.700 lavoratori e difendere chi inneggia al nazismo e si professa razzista

Ultimo assalto a Riace. La giunta leghista prova a chiudere il poliambulatorio per i poveri.

L’ennesimo tentativo di distruggere il modello di accoglienza di Riace passa per la chiusura di un centro che ha garantito assistenza medica gratuita a chi ne aveva bisogno, indipendentemente dal colore della pelle, dalla nazionalità e dal credo religioso. Ancora una volta, però, Riace resiste, anche grazie a Mimmo Lucano

Mille morti: la guerra contro i curdi non si è mai fermata. Ed è una delle più sporche che abbiamo conosciuto.

Immagini e numeri di un conflitto che l’opinione pubblica mondiale sembra già aver dimenticato.Armi chimiche, violenze contro i civili, nessun rispetto per gli accordi, il sospetto – denunciato dai curdi – di un tentativo di “sostituzione etnica”, l’accanimento contro le donne, vero simbolo dell’emancipazione del Rojava: accade alle porte dell’Europa e non se ne parla quasi più.

L’ordinaria follia dei tirocini formativi che non formano. E la storia straordinaria di Nastasia che si è ribellata e ha vinto

Nastasia è una ragazza di 25 anni che si rivolge al sindacato e svela un sistema di tirocini fasulli che di educativo non avevano nulla ma servivano solo all’azienda per non assumere. Un caso come tanti. Un coraggio come pochi. Scrive Loredana Guerrieri

Italia-Libia: quel patto con il diavolo va fatto saltare o peserà sulle coscienze di tutti

Tra 72 ore gli accordi siglati nel 2017 verranno rinnovati per altri tre anni, in automatico. Poco importa se sull’altra sponda del Mediterraneo quelli che il memorandum Italia-Libia indica come centri di accoglienza siano dei lager, dei campi di concentramento dove sono rinchiusi 5mila prigionieri uomini, donne, bambini. Cosa faremmo se fossero 5mila prigionieri bianchi? Se fossero i nostri compagni, fratelli, figli, le nostre moglie, madri, sorelle?Pagheremmo gli aguzzini o faremmo di tutto per salvarli? Ecco, salviamoli: facciamo saltare quel maledetto patto con il diavolo.