Nel nome di Pio La Torre

Si è spesso portati a ritenere la lotta alla legalità nel mondo del lavoro una questione puramente ideologica e valoriale, quasi una velleità. Niente di più sbagliato. Promuovere la legalità nei contesti produttivi, nei servizi, negli appalti e in tutto il mondo del lavoro, significa tutelare l’economia “sana” del Paese, gli imprenditori corretti e di conseguenza le lavoratrici e i lavoratori, che, a causa dell’illegalità diffusa, della corruzione, dell’evasione e delle infiltrazioni mafiose, sono costretti a pagare un prezzo altissimo, dal punto di vista occupazionale, salariale ma anche rispetto a diritti e tutele più complessivi. Questo è ciò che emerso anche dalla Summer school “Lavoro e legalità” organizzata dall’Università di Bologna, dal 9 al 13 settembre, in collaborazione con la CGIL. Un corso intensivo di alta formazione indirizzato a professionisti, sindacalisti e studenti, e arrivato, quest’anno, alla sua terza edizione. Ce lo racconta Lara Ghiglione

A noi fa schifo

Ieri alla vigilia del raduno leghista a Pontida Vito Comencini, 31 anni, deputato veneto, esponente della gioventù del Carroccio, ha dichiarato: “Questo Presidente della Repubblica, lo posso
dire? Mi fa schifo. Mi fa schifo chi non tiene conto del voto del 34% degli italiani. Comencini, no, non lo puoi dire. E’ vilipendio. Ma anche se potessi…

…E scusate se oggi ci sentiamo vichinghi

E’ servita una settimana. Neanche: 6 giorni per liberarci dalla politica dei porti chiusi. Ci voleva tanto? No. Ma ci è voluto solo perché qualcuno aveva pensato che giocare sulla pelle delle persone facendo finta di battere i pugni sui tavoli europei fosse una buona strategia elettorale. Uno così miope da allearsi con i populisti del blocco di Visegrad senza capire – o facendo finta di non capire – che era proprio quella l’alleanza da evitare.

RI-ambientiamoci: una tempesta sfida la vecchia economia

Alberi caduti, spezzati, piegati. Interi boschi devastati. Questo era lo scenario che la tempesta Vaia si lasciava dietro un anno fa. Da quel disastro ambientale possiamo ripensare il nostro modello di sviluppo? La risposta è: dobbiamo. “Il colpo lo abbiamo preso, che ci serva dunque almeno ad aprire gli occhi”. Scrive Sebastiano Grosselle

Il lutto e la sete di giustizia

Mesi fa Valerica Bratu, moglie di Marian, vittima della tragedia delle Acciaierie Venete, scendeva in piazza a Padova e diceva: “Marian ha lasciato me e due bambini piccoli, il nostro profondo dolore non sarà mai colmato ma sono qui per sostenere i suoi compagni e tutti coloro che lottano per far valere il lavoro come un mezzo dignitoso e responsabile per vivere una vita serena; il lavoro deve essere un diritto di tutti e non una fonte di morte e sofferenza.” Oggi sono 6 gli indagati per la morte di suo marito e di Sergiu Todita e per le lesioni a Simone Vivian e David Di Natale

Una Campania nel solco giallo-rosso?

In Campania più precari non si può. Anche in virtù dei 471 navigator vincitori di concorso rigettati dalle stesse Istituzioni. Si, certo, alcune do queste soffrono di eccessivo personalismo: è accaduto al Viminale, c’è chi ancora sta cercando di porvi rimedio; accade al vertice della Regione. Secondo Rita Labruna è tempo di una nuova stagione. E le istanze che arrivano dall’Irpinia riguardano molte altre località dell’Appennino

I giovani chiedono. Landini risponde

Un gruppo di ragazzi a confronto con il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. È accaduto durante l’estate in occasione del Festival dell’economia di Trento. Una conversazione che adesso più che mai parla alla politica e al nuovo governo che ha giurato ieri. A fare le domande sono i ragazzi e le ragazze del think tank Tortuga. I temi affrontati sono tre: l’Europa dei diritti; la qualità del lavoro; il salario minimo.