Non punite don Biancalani, il prete che ha cantato Bella Ciao. Don Andrea Gallo avrebbe fumato il sigaro e vi avrebbe detto “Ieri, oggi, domani, sempre Resistenza!”

Questa, però, non è solo la storia di Don Biancalani. E’ la storia dei preti partigiani, che forse abbiamo tutti dimenticato, di quei tanti che persero la vita nella difesa dei loro parrocchiani e dei loro concittadini, nella lotta contro l’oppressione nazista e fascista. E poi questa è anche la storia dei preti di strada, come don Luigi Ciotti e Padre Alex Zanotelli. Come don Andrea Gallo. Tutti e tre hanno cantato Bella Ciao in chiesa e mai nessuno ne aveva fatto un caso, anzi a Genova ai funerali del “gallo” Bella Ciao la cantarono tutti, dentro e fuori la chiesa. Lui avrebbe voluto farne l’inno nazionale.

La lezione del sindaco di Sant’Anna di Stazzema: quell’insegnante anti-Sardine che inneggia al fascismo venga qui, da sospeso, con i suoi alunni. Il viaggio lo paghiamo noi.

“Chiedo a questo insegnante di accompagnare i ragazzi a Sant’Anna di Stazzema, da sospeso, per riconciliarsi ancor prima che con i suoi ragazzi, con se stesso, per comprendere a cosa porti un’ideologia del pensiero unico in cui qualcuno può essere punito in una scuola per aver espresso un pensiero libero e democratico.”

Da che parte stanno le Sardine? La risposta più bella dal palco di Reggio Emilia. Con Adelmo Cervi dalla parte giusta della storia.

“Chiamatemi compagno, non sono un signore” – chiarisce subito Adelmo Cervi quando prende la parola dal palco di Piazza Prampolini. Una piazza piena zeppa come tutte quelle che l’hanno preceduta finora e piena di richiami alla storia democratica e antifascista del nostro Paese.

Fiore di maggio

Le università si riempiono di studenti e studentesse al grido: “Fuori i fascisti”. Sono gli stessi giovani che fanno la staffetta per proteggere i rom nelle periferie romane. Gli stessi che in tutto il mondo vogliono salvare il pianeta. Sono i nostri fiori di maggio. Come Elsa Falerno, morta a 15 anni con il coraggio di una leonessa. Da Torino un contributo di Salvatore De Luca

I nuovi partigiani siamo noi

Eccoci qui. Oggi ci siamo presentati ai lettori di Strisciarossa. Cosa abbiamo scritto? Beh, alla fine di una settimana che era iniziata proprio nera nera, c’è venuta in mente una sola cosa: che noi siamo quelli che canteranno sempre “Bella Ciao” pure se l’anagrafe ci dice che allora non c’eravamo. Adesso ci siamo e ci saremo anche domani. Grazie Strisciarossa!

Le Radici della nostra Libertà

Durante l’occupazione fascista Graziella Giuffrida, giovane maestra catanesi trapiantata a Genova, si impegnò nelle squadre di azione patriottica. Venne arrestata il 24 marzo del 1945: era su un tram quando un gruppo di soldati tedeschi che la stavano importunando si accorsero, dopo averle messo le mani addosso, della presenza di una pistola. Barbaramente violentata, torturata e uccisa nel comando di Fegino. Il suo corpo venne trovato dopo la fine della guerra.

Ritti sull’ultima collina

Buon 25 Aprile a tutt*! Ai democratici e ai resistenti, ai partigiani di ieri e a quelli di oggi! E ancora di più alle donne e agli uomini di domani: ai ragazzi e alle ragazze, alle bambine e ai bambini. Oggi celebriamo la nostra festa, il nostro compleanno di persone libere! A chi non lo sa o non lo capisce – o fa finta di non sapere e non capire -, ritti sull’ultima collina, continueremo a ricordarlo perché di noi ne rimarrà sempre uno… Ecco l’importante

Siamo i ribelli della montagna

Nel giorno del 75° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, ecco un brano per risvegliare la memoria. Si tratta di Dalle belle città, uno dei pochissimi canti partigiani originali di cui sia rimasta traccia: venne composto nel marzo del 1944 alla Cascina Grilla, da soldati che operavano sul monte Tobbio, in provincia di Alessandria