Immenso Don Ciotti

“Migranti, poveri e giovani sono i tre grandi esclusi della nostra società. Una società che non si cura dei giovani non si cura del proprio avvenire. La politica deve fare in modo che i ragazzi non se ne debbano andare lontano perché hanno voglia di portare il loro contributo al cambiamento.” Così il presidente dell’associazione Libera, nomi e numeri contro le mafie. Alle Giornate del Lavoro della Cgil, in corso a Lecce, don Luigi Ciotti interviene in un dibattito con le associazioni imprenditoriali e con Maurizio Landini ed emoziona la platea.

Nel nome di Pio La Torre

Si è spesso portati a ritenere la lotta alla legalità nel mondo del lavoro una questione puramente ideologica e valoriale, quasi una velleità. Niente di più sbagliato. Promuovere la legalità nei contesti produttivi, nei servizi, negli appalti e in tutto il mondo del lavoro, significa tutelare l’economia “sana” del Paese, gli imprenditori corretti e di conseguenza le lavoratrici e i lavoratori, che, a causa dell’illegalità diffusa, della corruzione, dell’evasione e delle infiltrazioni mafiose, sono costretti a pagare un prezzo altissimo, dal punto di vista occupazionale, salariale ma anche rispetto a diritti e tutele più complessivi. Questo è ciò che emerso anche dalla Summer school “Lavoro e legalità” organizzata dall’Università di Bologna, dal 9 al 13 settembre, in collaborazione con la CGIL. Un corso intensivo di alta formazione indirizzato a professionisti, sindacalisti e studenti, e arrivato, quest’anno, alla sua terza edizione. Ce lo racconta Lara Ghiglione