Italia-Libia: quel patto con il diavolo va fatto saltare o peserà sulle coscienze di tutti

Tra 72 ore gli accordi siglati nel 2017 verranno rinnovati per altri tre anni, in automatico. Poco importa se sull’altra sponda del Mediterraneo quelli che il memorandum Italia-Libia indica come centri di accoglienza siano dei lager, dei campi di concentramento dove sono rinchiusi 5mila prigionieri uomini, donne, bambini. Cosa faremmo se fossero 5mila prigionieri bianchi? Se fossero i nostri compagni, fratelli, figli, le nostre moglie, madri, sorelle?Pagheremmo gli aguzzini o faremmo di tutto per salvarli? Ecco, salviamoli: facciamo saltare quel maledetto patto con il diavolo.

L’Europa dice no a ong e porti aperti. “Salviamo le bestie, ma non gli esseri umani.” L’amarezza di Pietro Bartolo per il voto del Parlamento UE

A Strasburgo oggi si poteva scrivere una pagina molto diversa. Una di quelle che avrebbe aiutato l’Europa a ritrovare l’anima perduta. E invece i parlamentari chiamati a votare la cosiddetta risoluzione pro-ong hanno detto no. «È incredibile. – ha dichiarato il medico di Lampedusa Pietro Bartolo, uscendo dall’aula – Ci occupiamo di salvare le bestie, ma non gli esseri umani. Ieri abbiamo deciso di difendere le api, oggi abbiamo deciso di non salvare gli esseri umani».

Liberate loro, prendete noi

Alessandro Metz, armatore della Mare Jonio, commenta l’ultima mossa del perdente cattivo e cattivista: sequestro e sanzione. Ma va bene. Abbiamo vinto comunque. Loro sono liberi, dalle torture e dalla violenza, a terra e lontani dal mare di paura. Ne valeva la pena? 98 persone, 300.000 euro di sanzione, praticamente 3000 euro a persona, poche migliaia di euro a vita umana. Sì, ne varrà sempre la pena. Equipaggi di mare e di terra preparatevi a ripartire presto.

Voi li lasciate affogare, noi vi salveremmo

Ascoltateci bene, voi che siete al governo, che chiudete i porti, che volete affondare le navi, se in quelle gabbie ci foste voi, noi vi tenderemmo comunque la mano perché è questa la bellezza dell’umanità, la sua forza straordinaria e inarrestabile: quando l’umanità chiede aiuto, l’umanità risponde. La penna di Alessandra Giannessi, dell’Associazione Itaca, e il nostro atto di resistenza per la Sea Watch e per chiunque ovunque nel mondo: restare umani.

Fateli scendere

Questo messaggio ci arriva che è notte fonda. Dal sagrato di una Chiesa. Da un’isola umana in mezzo a un mare che lo è sempre meno. Le notizie da Strasburgo non sono buone: la Corte non appoggerà le richieste della Sea Watch 3, la nave della ong tedesca che vaga da due settimane a largo di Lampedusa in attesa di un approdo sicuro. Ma lì, a Lampedusa, c’è chi tenacemente lotta e aspetta per abbracciare e sostenere le vite sospese dei 42 migranti a bordo. La testimonianza del Forum Lampedusa Solidale è uno schiaffo all’indifferenza.

A casa nel mondo

Il 20 giugno è la Giornata Mondiale del Rifugiato. È l’occasione per ribadire la nostra visione del mondo: un mondo aperto, accogliente, inclusivo, che promuova l’integrazione di tutti e rispetti i diritti di tutti. Perché ognuno, appunto, possa sentirsi “a casa, nel mondo”. Alessandra Giannessi racconta l’iniziativa promossa dall’Associazione Itaca