Lula libero, Marielle vive. Oggi il Brasile ci ha dimostrato che, anche nell’assalto più feroce, il popolo resiste

Se Lula è libero, Marielle Franco vive. Lei, punita da mani armate che le indagini scoprono di giorno in giorno più vicine all’attuale presidente Bolsonaro. Lei, assassinata il 14 marzo del 2018, poche settimane prima che Lula finisse in carcere, freddata in un agguato perché troppo donna, troppo lesbica, troppo a sinistra, troppo pronta a difendere i diritti degli ultimi.
Una consigliera comunale e un ex presidente. Una uccisa, uno ingiustamente imprigionato. Lei del Partito Socialismo e Libertà, lui del Partito dei Lavoratori. Fino a oggi il Brasile di Jair Bolsonaro è stato questo. Da questa sera il futuro promette di scrivere un’altra storia.