RI-ambientiamoci: una tempesta sfida la vecchia economia

Alberi caduti, spezzati, piegati. Interi boschi devastati. Questo era lo scenario che la tempesta Vaia si lasciava dietro un anno fa. Da quel disastro ambientale possiamo ripensare il nostro modello di sviluppo? La risposta è: dobbiamo. “Il colpo lo abbiamo preso, che ci serva dunque almeno ad aprire gli occhi”. Scrive Sebastiano Grosselle

Sur la route

“Ci vuole coraggio. Ed è questo che mi ha colpito mentre giravo per le baracche del ghetto di Borgo Mezzanone. Impressionano l’impegno e la solidarietà del sindacato di strada in un luogo complicato, dove si incontrano senza mescolarsi molte comunità dell’Africa occidentale. Ci sono maliani, senegalesi, guineani. Loro parlano, la Cgil risponde. Non c’è pietà o compassione, ma una convinzione, un ideale fortissimo: il lavoro dignitoso è strumento di emancipazione.” Quando a Madem Kamara, del sindacato senegalese Carism, chiediamo di raccontarci la sua esperienza nelle campagne del foggiano inizia da qui. Il sindacato di strada è già un’esperienza internazionale

Vieni avanti sc(h)emino

Ve lo ricordate il titolo di Libero dopo la visita di Greta Thunberg in Italia? Non gli era proprio andato giù che la ragazza avesse riempito le piazze. Figurarsi poi che faccia doveva aver fatto il direttore Vittorio Feltri davanti alle foto di Greta insieme a Maurizio Landini, per non dire di quelle con Papa Bergoglio. Da ieri il quotidiano ha due nuovi “bersagli”: proprio Maurizio Landini e il Pontefice che ha incontrato una delegazione del sindacato di Corso d’Italia e della Flai Cgil in udienza privata. Loro sì, Matteo Salvini no. Ma perché il Papa non riceve il vicepremier? Ce lo spiega la rubrica Futurologico a cura di Lara Ghiglione, segretaria generale della Cgil La Spezia… E se si concentra un po’ anche Vittorio Feltri può capirlo!