30 anni dopo Berlino, decine di muri della vergogna… Possiamo batterli, ancora e per sempre

30 anni fa la caduta del muro che divideva l’Europa, oggi le nuove generazioni lottano contro nuovi muri reali e virtuali: sono tutti muri da abbattere. Sono i muri della vergogna

Mille morti: la guerra contro i curdi non si è mai fermata. Ed è una delle più sporche che abbiamo conosciuto.

Immagini e numeri di un conflitto che l’opinione pubblica mondiale sembra già aver dimenticato.Armi chimiche, violenze contro i civili, nessun rispetto per gli accordi, il sospetto – denunciato dai curdi – di un tentativo di “sostituzione etnica”, l’accanimento contro le donne, vero simbolo dell’emancipazione del Rojava: accade alle porte dell’Europa e non se ne parla quasi più.

5 giorni di tregua: Usa e Turchia impongono ai curdi di ritirarsi. Le persone muoiono sotto le bombe e quello sciagurato di Trump parla di “amore difficile”

“Tough love” suona come quel sentimento che alcuni cronisti osano ancora chiamare amore ma che invece è solo odio, delirio di onnipotenza e disprezzo dell’altro e che anima quegli uomini violenti che picchiano, abusano e uccidono le donne. La guerra turca contro il popolo curdo è perversa anche quando si parla di tregua.

Il generale USA: è pulizia etnica. Trump ha le mani sporche di sangue. Intanto Erdogan attacca Kobane

Il presidente turco annuncia di avere il via libera della Russia per attaccare la città simbolo del riscatto curdo. Il presidente statunitense Donald Trump, intanto, ritira mille soldati dal Nord Est della Siria. E proprio dagli USA arriva l’agghiacciante denuncia del generale John Allen che fu a capo delle forze statunitensi in Afghanistan.