“Tanto di cappello? Che se lo tenga pure in testa.” L’esemplare risposta di Un Ponte per, sul campo in Siria, all’ex Ministro Matteo Salvini

Lui si complimenta con l’unica ong italiana operativa nei territori siriani attaccati dai turchi, loro rispondono: “Il ‘cappello giù’ di un Ministro che ha fatto del razzismo e della disumanità le sue parole d’ordine, promuovendo misure discriminatorie nei confronti di altri esseri umani, non ci interessa.”

Naufragio a Lampedusa. Cecilia Strada: volete commemorare le vittime? Cancellate il decreto sicurezza bis e fateci tornare in mare.

La notte scorsa il barchino con il suo carico di 50 vite era arrivato a sei miglia dall’isola siciliana. A un passo dalla salvezza. Quando la Guardia costiera e la Guardia di finanza si sono avvicinate per il trasbordo, i migranti si sono spostati e quella piccola imbarcazione di fortuna non ha retto al peso e si è ribaltata.

Liberate loro, prendete noi

Alessandro Metz, armatore della Mare Jonio, commenta l’ultima mossa del perdente cattivo e cattivista: sequestro e sanzione. Ma va bene. Abbiamo vinto comunque. Loro sono liberi, dalle torture e dalla violenza, a terra e lontani dal mare di paura. Ne valeva la pena? 98 persone, 300.000 euro di sanzione, praticamente 3000 euro a persona, poche migliaia di euro a vita umana. Sì, ne varrà sempre la pena. Equipaggi di mare e di terra preparatevi a ripartire presto.

1151 volte basta

Mentre la Sea Watch riesce a soccorrere 53 migranti a largo della Libia, fermo sulla Mare Jonio, ancora sequestrata a Licata, Luca Casarini della ong Mediterranea ricorda le 1151 vittime dell’ultimo anno di soccorsi negati e porti chiusi. “I talebani dell’autoritarismo hanno trasformato il lavoro umanitario in conflitto. Non riuscendo a dare risposte ai problemi del lavoro, del reddito, del debito pubblico e a nessun’altra vera emergenza del Paese hanno creato uno scontro di civiltà con un nemico: i poveri nelle loro varie forme. Ma abbiamo gli anticorpi per reagire e li useremo tutti”