Pensavo fosse editoria invece era un calesse. Il lavoro culturale è una chimera: sporco, povero e precario

I lavoratori culturali sono oscuramente convinti che tutti i sacrifici, le ore extra, gli articoli in più, le mansioni last minute la sera tardi, tutta questa eccedenza gratuita – rispetto alla miseria che si guadagna – li giustifichi davanti al mondo, e che questo volontariato verso la società, la cultura e, non da ultimo, il proprio ego, li ripagherà. Ma chi è che glielo fa fare? Un articolo-denuncia di Silvia Gola

La cultura è futuro

Futuro e cultura. Sono i principi alla base di un Piano nazionale di contrasto alla povertà educativa a cui stanno lavorando le parti sociali. Una direttrice culturale per arginare l’impoverimento del nostro Paese, anche sotto il profilo della conoscenza. Un piano che nei prossimi anni vedrà sempre più coinvolta la Cgil per costruire un’Italia più ricca, competitiva, capace e aperta. Scrive Anna Teselli della Cgil nazionale