Corleone è casa nostra

A Corleone si è conclusa positivamente la protesta dei lavoratori del C.I.D.M.A., il centro internazionale di documentazione antimafia. Le guide di questa sorta di museo della legalità, avevano chiesto di veder riconosciuto il proprio status di “lavoratori” ma l’associazione guidata dal sindaco della cittadina siciliana, li aveva lasciati a casa sostituendoli con altri addetti.
Non hanno abbassato la testa e proseguito la lotta insieme al sindacato. Alla fine sono riusciti a strappare un accordo che migliora le loro condizioni economiche e accoglie parte delle loro richieste. Sono proprio loro a raccontarci questa storia

Nel nome di Pio La Torre

Si è spesso portati a ritenere la lotta alla legalità nel mondo del lavoro una questione puramente ideologica e valoriale, quasi una velleità. Niente di più sbagliato. Promuovere la legalità nei contesti produttivi, nei servizi, negli appalti e in tutto il mondo del lavoro, significa tutelare l’economia “sana” del Paese, gli imprenditori corretti e di conseguenza le lavoratrici e i lavoratori, che, a causa dell’illegalità diffusa, della corruzione, dell’evasione e delle infiltrazioni mafiose, sono costretti a pagare un prezzo altissimo, dal punto di vista occupazionale, salariale ma anche rispetto a diritti e tutele più complessivi. Questo è ciò che emerso anche dalla Summer school “Lavoro e legalità” organizzata dall’Università di Bologna, dal 9 al 13 settembre, in collaborazione con la CGIL. Un corso intensivo di alta formazione indirizzato a professionisti, sindacalisti e studenti, e arrivato, quest’anno, alla sua terza edizione. Ce lo racconta Lara Ghiglione

Una Campania nel solco giallo-rosso?

In Campania più precari non si può. Anche in virtù dei 471 navigator vincitori di concorso rigettati dalle stesse Istituzioni. Si, certo, alcune do queste soffrono di eccessivo personalismo: è accaduto al Viminale, c’è chi ancora sta cercando di porvi rimedio; accade al vertice della Regione. Secondo Rita Labruna è tempo di una nuova stagione. E le istanze che arrivano dall’Irpinia riguardano molte altre località dell’Appennino

Torniamo umani

Le immagini del trasbordo dei 64 profughi recuperati da un gommone alla deriva e messi in salvo dalla Mar Jonio, impongono una considerazione: questo anno e mezzo di governo del cambiamento che si è appena concluso ha prodotto uno dei più grandi abomini in termini di produzione legislativa, quello che passa col nome di Decreto sicurezza. Un intervento di Giuseppe Massafra, segretario nazionale della Cgil

Cosa c’è dietro un click

Apparentemente sono tutte uguali; sul display dello smartphone o sullo schermo del pc, basta un click per diventare un  “consumatore … Altro

La sveglia di Conte

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha sancito, dopo 14 mesi, la fine di questo esecutivo e ha già dichiarato che rimetterà il proprio incarico nelle mani del Presidente della Repubblica. Certamente si conclude l’esperienza di un governo che non ha operato bene per il nostro Paese. Apriamo il dibattito sulle pagine del nostro blog, il primo a prendere la parola è anche uno dei più giovani dei nostri dirigenti, Luca Cioffi, segretario organizzativo della Cgil di Avellino

Cultura e formazione fanno la pensione

C’è un progetto della Cgil finalizzato a promuovere un Piano nazionale di contrasto alla povertà educativa, indispensabile per arginare l’impoverimento del nostro Paese, soprattutto sotto il profilo della conoscenza. Quanto sia centrale affrontare in modo sistematico e risolutivo la povertà educativa è emersa anche nell’iniziativa #RivoltiAlFuturo sul futuro previdenziale dei giovani. Scrive Anna Teselli della Cgil Nazionale.

L’evasione pesa sul tuo futuro

Avere un asilo nido vicino casa. Scuole e ospedali funzionanti. Un sistema di trasporti efficiente, perché andando in tram sento di far felice Greta Thunberg. Con uno sforzo di fantasia, vorrei anche strade senza buche e senza immondizia. Gli sfollati del terremoto nelle loro case. La tutela del patrimonio culturale e ambientale. Potrei andare avanti tutta la notte. Non prima però di un lavoro dignitoso.
Un futuro che non si realizza perché il nostro presente è schiacciato da un pesante debito pubblico, frutto in parte dell’alto tasso di evasione fiscale.
Lo spiegone di Cristian Perniciano della Cgil nazionale.