Pensavo fosse editoria invece era un calesse. Il lavoro culturale è una chimera: sporco, povero e precario

I lavoratori culturali sono oscuramente convinti che tutti i sacrifici, le ore extra, gli articoli in più, le mansioni last minute la sera tardi, tutta questa eccedenza gratuita – rispetto alla miseria che si guadagna – li giustifichi davanti al mondo, e che questo volontariato verso la società, la cultura e, non da ultimo, il proprio ego, li ripagherà. Ma chi è che glielo fa fare? Un articolo-denuncia di Silvia Gola