Bella Ciao? Un inno alla libertà e una canzone d’amore. Ecco perché piace a tutti tranne che a fascisti e sovranisti. Breve storia musicale della canzone che unisce le piazze del mondo.

I ragazzi hanno ricominciato a cantarla nella piazze e addirittura qualcuno ha osato cantarla in chiesa. Puntuali sono arrivate le critiche: è troppo di parte. Ma ne siete proprio sicuri? In realtà Bella ciao è diventata l’inno ufficiale della Resistenza solo quindici anni dopo la fine della guerra. La canzone dei partigiani era Fischia il vento. Poi vennero Montand, Gaber, de André… e persino il Congresso della Democrazia Cristiana. Oggi è il canto delle sardine, dei Fridays for future, del Cile che lotta e di Hong Kong che resiste. Ilaria Romeo spiega perché.

Non punite don Biancalani, il prete che ha cantato Bella Ciao. Don Andrea Gallo avrebbe fumato il sigaro e vi avrebbe detto “Ieri, oggi, domani, sempre Resistenza!”

Questa, però, non è solo la storia di Don Biancalani. E’ la storia dei preti partigiani, che forse abbiamo tutti dimenticato, di quei tanti che persero la vita nella difesa dei loro parrocchiani e dei loro concittadini, nella lotta contro l’oppressione nazista e fascista. E poi questa è anche la storia dei preti di strada, come don Luigi Ciotti e Padre Alex Zanotelli. Come don Andrea Gallo. Tutti e tre hanno cantato Bella Ciao in chiesa e mai nessuno ne aveva fatto un caso, anzi a Genova ai funerali del “gallo” Bella Ciao la cantarono tutti, dentro e fuori la chiesa. Lui avrebbe voluto farne l’inno nazionale.

Da che parte stanno le Sardine? La risposta più bella dal palco di Reggio Emilia. Con Adelmo Cervi dalla parte giusta della storia.

“Chiamatemi compagno, non sono un signore” – chiarisce subito Adelmo Cervi quando prende la parola dal palco di Piazza Prampolini. Una piazza piena zeppa come tutte quelle che l’hanno preceduta finora e piena di richiami alla storia democratica e antifascista del nostro Paese.

I nuovi partigiani siamo noi

Eccoci qui. Oggi ci siamo presentati ai lettori di Strisciarossa. Cosa abbiamo scritto? Beh, alla fine di una settimana che era iniziata proprio nera nera, c’è venuta in mente una sola cosa: che noi siamo quelli che canteranno sempre “Bella Ciao” pure se l’anagrafe ci dice che allora non c’eravamo. Adesso ci siamo e ci saremo anche domani. Grazie Strisciarossa!

Dignità, giustizia, lavoro e memoria

Maria Giorgini, segretaria della Camera del lavoro di Forlì, interviene sul nostro blog dopo gli attacchi degli squadristi da tastiera della Lega. La Cgil si era schierata nettamente contro il comizio di Salvini dal balcone del municipio dal quale arringava la folla Benito Mussolini.