Benvenuti in mare aperto. Le sardine pubblicano il loro manifesto. Per lo scrittore Erri De Luca finalmente piazze vive e piene di giovani che vogliono costruire il futuro

“Che sia il futuro è certo – ha commentato l’autore di libri come “Impossibile” o “Il giorno prima della felicità”, perché il futuro è nelle mani dei giovani: saranno loro a detenerlo; la bella notizia è che lo vogliono anche determinare e non semplicemente subire. No, questi ragazzi e queste ragazze vogliono dirci come deve essere.”

Bigiare, ragazzi, bigiare in massa!

È il giorno dello sciopero per il clima. Una bigiata di massa – l’ha definito il campione della sega… oops della Lega. Quello che quando c’era lui al Viminale dovevi andare a cercarlo in spiaggia. Bigiare, fare sega, forca, fughino… ditelo come volete ma non andate a scuola e scendete in strada perché, in realtà, non c’è nulla di più educativo di questo gesto di protesta. Vi state battendo per una causa irrinunciabile. Siete dalla parte giusta. E siete uniti dietro quell’autorità che solo la miopia dell’ignoranza non riconosce: la scienza.

Tra il dire e il fare

Pubblichiamo la lettera aperta dei ragazzi dei Fridays for Future di Bari, invitati nei giorni scorsi a intervenire sul palco della Fiera del Levante. Non lo facciamo per alimentare una polemica ma per offrire un freddo elenco delle cose concrete di cui, da oggi, sarà non si potrà più prescindere nel programmare un grande evento con il più basso impatto ambientale possibile

L’Internazionale dei giovani

Per tutti quelli nati negli ultimi venticinque anni almeno, la Comunità Europea ha rappresentato il contesto politico ed economico in cui ci si è formati culturalmente ed emotivamente. Oggi i giovani europei cercano spazi per rivendicare un’idea alternativa di futuro: con la dignità del lavoro, il rispetto dell’ambiente, la solidarietà internazionale al centro. Alla vigilia del voto europeo, ospitiamo l’intervento di Giulia Piccioni, segretaria nazionale dell’Associazione I Pettirossi

Europa: o è sociale o non è

A quattro anni di distanza dall’ultima manifestazione, oggi i sindacati europei scendono in piazza a Bruxelles, alla vigilia delle elezioni europee di fine maggio. Obiettivo: mobilitare il mondo del lavoro con un messaggio chiaro: la strada per continuare a garantire benessere, pace, democrazia e lavoro alle future generazioni è quella di un’Europa unita e sociale, che riparta dai valori della sua fondazione. “L’Europa o è sociale o non è”.

Non c’è un pianeta B

Presto non avremo più opzioni, nessuna freccia al nostro arco, perché un pianeta B per noi non esiste. La terra va salvata dai nostri consumi, dalle nostre plastiche, dai nostri motori sempre accesi. Si moltiplicano gli eventi estremi, fa sempre più caldo, i ghiacciai si sciolgono, le temperature salgono. Sotto accusa le emissioni di gas fossili che oltre a rovinarci i polmoni fanno impennare il termostato globale.