Da che parte stanno le Sardine? La risposta più bella dal palco di Reggio Emilia. Con Adelmo Cervi dalla parte giusta della storia.

“Chiamatemi compagno, non sono un signore” – chiarisce subito Adelmo Cervi quando prende la parola dal palco di Piazza Prampolini. Una piazza piena zeppa come tutte quelle che l’hanno preceduta finora e piena di richiami alla storia democratica e antifascista del nostro Paese.

Benvenuti in mare aperto. Le sardine pubblicano il loro manifesto. Per lo scrittore Erri De Luca finalmente piazze vive e piene di giovani che vogliono costruire il futuro

“Che sia il futuro è certo – ha commentato l’autore di libri come “Impossibile” o “Il giorno prima della felicità”, perché il futuro è nelle mani dei giovani: saranno loro a detenerlo; la bella notizia è che lo vogliono anche determinare e non semplicemente subire. No, questi ragazzi e queste ragazze vogliono dirci come deve essere.”

365 giorni senza Silvia Romano. Gli arresti non bastano se non riportiamo a casa la nostra meglio gioventù.

Ha 24 anni Silvia Romano e non c’è una foto in cui non sia sorridente. Fino all’ultima scattata solo tre giorni prima che venisse rapita nel villaggio di Chakama, vicino Malindi. Era un anno fa esatto quando le agenzie di stampa battevano la notizia di una giovane cooperante italiana sequestrata in Kenya.

Ai giganti della gig economy piace solo un sindacato: quello giallo.

I giganti della modernità, del 4.0, dell’innovazione senza tutele tentano di fare leva su questo vecchio, vecchissimo arnese. La loro parola d’ordine è sfruttamento. Quella delle organizzazioni sindacali
vere la lotta e la conquista di diritti.

Report li smaschera, loro insultano il rider che ha scelto la Cgil. La risposta li gela: “Sono italiano e ho la pelle nera. Fatevi un esame di coscienza.”

Un sindacato “di scopo” favorevole al cottimo, da qualche settimana tiene il suo dito puntato contro Talem Parigi, che il rider lo fa da tre anni, che ha partecipato alle audizioni in Parlamento e che ha scelto la tessera Cgil.

Lettera di un figlio a un padre ucciso dal lavoro. “Papà, non così. Per la prima volta in questa vita ho paura”

Mirko Sinibaldi è il figlio di Giuseppe morto in un incidente avvenuto nella discarica di Colleferro sabato 9 novembre. Affida il suo dolore alla rete, ed è anche rabbia e denuncia per un lavoro che strappa vite e famiglie all’improvviso. Rilanciamo questo messaggio, perché, come scrive Mirko, tutto questo non si può accettare.

La storia si fa insieme. Lula torna libero e la Cgil c’è. A San Paolo l’abbraccio tra chi sogna e lotta per il lavoro e la democrazia

Dal Brasile il racconto dell’incontro con Inácio Lula da Silva poche ore dopo la sua scarcerazione. Scrivono Elena Lattuada, segretaria generale Cgil Lombardia e Fabio Ghelfi, responsabile politiche internazionali.

30 anni dopo Berlino, decine di muri della vergogna… Possiamo batterli, ancora e per sempre

30 anni fa la caduta del muro che divideva l’Europa, oggi le nuove generazioni lottano contro nuovi muri reali e virtuali: sono tutti muri da abbattere. Sono i muri della vergogna

Lula libero, Marielle vive. Oggi il Brasile ci ha dimostrato che, anche nell’assalto più feroce, il popolo resiste

Se Lula è libero, Marielle Franco vive. Lei, punita da mani armate che le indagini scoprono di giorno in giorno più vicine all’attuale presidente Bolsonaro. Lei, assassinata il 14 marzo del 2018, poche settimane prima che Lula finisse in carcere, freddata in un agguato perché troppo donna, troppo lesbica, troppo a sinistra, troppo pronta a difendere i diritti degli ultimi.
Una consigliera comunale e un ex presidente. Una uccisa, uno ingiustamente imprigionato. Lei del Partito Socialismo e Libertà, lui del Partito dei Lavoratori. Fino a oggi il Brasile di Jair Bolsonaro è stato questo. Da questa sera il futuro promette di scrivere un’altra storia.

Pecora Elettrica: doveva riaprire, l’hanno bruciata di nuovo. A Roma la libreria che fa paura ai fascisti.

In Fahrenheit 451 Ray Bradbury scriveva: “Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.”

Antonio Candido è la vittima più giovane dell’esplosione di Alessandria. Tre morti e una domanda: quanto vale la vita di un vigile del fuoco?

Per gli amici era Nino, Nino con il sorriso e la tuta da pompiere. Nino che era di Reggio Calabria ma poi, come tanti ragazzi del Sud, aveva lasciato la sua terra e si era trasferito in Piemonte. Viveva ad Albenga con sua moglie e i suoi due cani. Tante passioni e la professione di vigile del fuoco nel sangue. Come suo padre.

Vale più un operaio dell’Ilva che 10 ex ministri razzisti. L’autogol bestiale del leader della Lega che, in un colpo solo, offende Balotelli e le tute blu

La più grande acciaieria d’Europa sull’orlo del baratro e c’è chi non perde l’occasione per sfruttare il dramma di 10.700 lavoratori e difendere chi inneggia al nazismo e si professa razzista