365 giorni senza Silvia Romano. Gli arresti non bastano se non riportiamo a casa la nostra meglio gioventù.

Ha 24 anni Silvia Romano e non c’è una foto in cui non sia sorridente. Fino all’ultima scattata solo tre giorni prima che venisse rapita nel villaggio di Chakama, vicino Malindi. Era un anno fa esatto quando le agenzie di stampa battevano la notizia di una giovane cooperante italiana sequestrata in Kenya.

Ultimo assalto a Riace. La giunta leghista prova a chiudere il poliambulatorio per i poveri.

L’ennesimo tentativo di distruggere il modello di accoglienza di Riace passa per la chiusura di un centro che ha garantito assistenza medica gratuita a chi ne aveva bisogno, indipendentemente dal colore della pelle, dalla nazionalità e dal credo religioso. Ancora una volta, però, Riace resiste, anche grazie a Mimmo Lucano

Naufragio a Lampedusa. Cecilia Strada: volete commemorare le vittime? Cancellate il decreto sicurezza bis e fateci tornare in mare.

La notte scorsa il barchino con il suo carico di 50 vite era arrivato a sei miglia dall’isola siciliana. A un passo dalla salvezza. Quando la Guardia costiera e la Guardia di finanza si sono avvicinate per il trasbordo, i migranti si sono spostati e quella piccola imbarcazione di fortuna non ha retto al peso e si è ribaltata.

Liberate loro, prendete noi

Alessandro Metz, armatore della Mare Jonio, commenta l’ultima mossa del perdente cattivo e cattivista: sequestro e sanzione. Ma va bene. Abbiamo vinto comunque. Loro sono liberi, dalle torture e dalla violenza, a terra e lontani dal mare di paura. Ne valeva la pena? 98 persone, 300.000 euro di sanzione, praticamente 3000 euro a persona, poche migliaia di euro a vita umana. Sì, ne varrà sempre la pena. Equipaggi di mare e di terra preparatevi a ripartire presto.

Un cristiano non vota Lega

La Lega e il suo leader disprezzano totalmente le persone. A dirlo padre Alex Zanotelli, mentre centinaia di persone continuano a versare tra le onde di fronte alle coste di Lampedusa e altrettante continuano ad affondare in quell’enorme cimitero tra Europa e Africa. Qualsiasi decisione verrà presa nelle prossime ore riguardo il futuro di palazzo Chigi, vorrei che le sue parole rimanessero scolpite in questo nostro spazio per non dimenticare ciò che i nostri occhi hanno visto in questi 14 mesi di governo giallonero e che dovremo tener ancora presente per il futuro. Tutte le volte che mi è capitato di incontrare il missionario comboniano l’ho visto circondato da ragazzi. Anche solo per questo vale la pena riflettere sulle sue parole.

Carola siamo noi

La comandante della Sea Watch 3 è stata arrestata con l’accusa di “resistenza o violenza contro nave da guerra” . Carola ha fatto quello che doveva. Ha portato in salvo i 40 migranti che da oltre due settimane vagavano a largo di Lampedusa in attesa del via libera per l’approdo. Se arrestano lei, devono venire a prenderci tutti, casa per casa. Devono venire a prenderci in strada dove manifestiamo, davanti ai sagrati delle Chiese dove dormiamo, davanti alle prefetture dove diciamo e continuiamo a ripetere che le loro leggi sono sbagliate.

Voi li lasciate affogare, noi vi salveremmo

Ascoltateci bene, voi che siete al governo, che chiudete i porti, che volete affondare le navi, se in quelle gabbie ci foste voi, noi vi tenderemmo comunque la mano perché è questa la bellezza dell’umanità, la sua forza straordinaria e inarrestabile: quando l’umanità chiede aiuto, l’umanità risponde. La penna di Alessandra Giannessi, dell’Associazione Itaca, e il nostro atto di resistenza per la Sea Watch e per chiunque ovunque nel mondo: restare umani.

L’ultimo abbraccio

Un padre e una figlia. Immersi nel fango a un passo dalla salvezza. Ma senza essersi salvati. Questo è lo scatto del giorno. Ma è soprattutto la fotografia di un mondo dove la speranza è una macchia, la solidarietà una colpa. Ne vengono in mente altre di immagini che dal Rio Grande ci riportano a Bodrum. La maglietta rossa di Aylan, la ricordate? Da oggi non dimenticheremo neppure i pantaloncini di Valeria, rossi anche quelli. Pensate a quel padre che per tenersi stretta la bambina l’aveva persino infilata sotto la sua maglietta. Ma niente. Il muro dell’indifferenza non è stato oltrepassato. E anche l’indignazione, lo sgomento, quanto dureranno? Dopo Aylan abbiamo indossato tutti una t-shirt uguale alla sua per dire basta. Oggi dobbiamo ripeterlo di più e più forte. Perché non ci hanno ancora ascoltato. E se in Italia gridiamo #fateliscendere, agli Stati Uniti urliamo #fatelipassare. A chi predica di essere padre di tutti e di nessuno, rispondiamo che l’istinto paterno – quello vero – impone di tendere la mano, aiutare, soccorrere, amare. Così scrive Giorgio Sbordoni.

Fateli scendere

Questo messaggio ci arriva che è notte fonda. Dal sagrato di una Chiesa. Da un’isola umana in mezzo a un mare che lo è sempre meno. Le notizie da Strasburgo non sono buone: la Corte non appoggerà le richieste della Sea Watch 3, la nave della ong tedesca che vaga da due settimane a largo di Lampedusa in attesa di un approdo sicuro. Ma lì, a Lampedusa, c’è chi tenacemente lotta e aspetta per abbracciare e sostenere le vite sospese dei 42 migranti a bordo. La testimonianza del Forum Lampedusa Solidale è uno schiaffo all’indifferenza.