L’economia circolare della mafia: una montagna di merda tossica

La mafia si ingegna e traffica in plastiche in un viaggio andata e ritorno con la Cina. Nel frattempo, però, perché non interrare sostanze sostanze chimiche sotto i nostri pomodori? Accade in Sicilia e per fortuna DDA, Procura di Catania e investigatori hanno scoperto tutto. – Scrive Lorenzo Serio

Ragazzi, non fatevi fregare. Fate politica: vuol dire interessarsi agli altri

Carlo Sorgi è un giudice del lavoro, esponente di Magistratura Democratica. In questo articolo si rivolge ai ragazzi e alle ragazze che sono scesi in piazza nei giorni scorsi. Per sconfiggere le mafie serve l’impegno, serve fare politica, partecipare, serve il lavoro, quello buono. “Diamoci tutti da fare. Dipende da noi.”

Immenso Don Ciotti

“Migranti, poveri e giovani sono i tre grandi esclusi della nostra società. Una società che non si cura dei giovani non si cura del proprio avvenire. La politica deve fare in modo che i ragazzi non se ne debbano andare lontano perché hanno voglia di portare il loro contributo al cambiamento.” Così il presidente dell’associazione Libera, nomi e numeri contro le mafie. Alle Giornate del Lavoro della Cgil, in corso a Lecce, don Luigi Ciotti interviene in un dibattito con le associazioni imprenditoriali e con Maurizio Landini ed emoziona la platea.

Nel nome di Pio La Torre

Si è spesso portati a ritenere la lotta alla legalità nel mondo del lavoro una questione puramente ideologica e valoriale, quasi una velleità. Niente di più sbagliato. Promuovere la legalità nei contesti produttivi, nei servizi, negli appalti e in tutto il mondo del lavoro, significa tutelare l’economia “sana” del Paese, gli imprenditori corretti e di conseguenza le lavoratrici e i lavoratori, che, a causa dell’illegalità diffusa, della corruzione, dell’evasione e delle infiltrazioni mafiose, sono costretti a pagare un prezzo altissimo, dal punto di vista occupazionale, salariale ma anche rispetto a diritti e tutele più complessivi. Questo è ciò che emerso anche dalla Summer school “Lavoro e legalità” organizzata dall’Università di Bologna, dal 9 al 13 settembre, in collaborazione con la CGIL. Un corso intensivo di alta formazione indirizzato a professionisti, sindacalisti e studenti, e arrivato, quest’anno, alla sua terza edizione. Ce lo racconta Lara Ghiglione

Nel nome di Genny

Storie che si intrecciano in una Masseria confiscata alla camorra ad Afragola, in provincia di Napoli. Come quelle dei giovani che ne hanno fatto rifiorire i terreni per dare vita a economia ed energie pulite. In estate il fondo si anima grazie a decine di ragazzi e anziani, a stretto contatto per una settimana tra campi, cucine e seminari. Siamo in un luogo impregnato di storie. Come quella di Antonio Esposito Ferraioli, sindacalista della Cgil, assassinato dalla camorra. O quella di Genny Cesarano, ucciso per sbaglio ad appena 17 anni. Ci accompagna Gianluca Torelli, della Camera del lavoro partenopea

Le vie dei diritti

Gli eroi della Sicilia impegnati nelle battaglie per la conquista dei diritti nel secondo dopoguerra erano tutti giovani, pieni di ideali, vogliosi di un’isola moderna ed emancipata.
Antonella Romano della Camera del lavoro di Palermo ci racconta il loro impegno e quello della Cgil per non disperderne la memoria

Salvini, querelaci tutti 😡

Il vice premier Matteo Salvini ha deciso di querelare la Cgil nella persona del segretario nazionale Giuseppe Massafra per le dichiarazioni rilasciate dal dirigente di Corso d’Italia in merito al decreto cosiddetto Sblocca Cantieri. La risposta della confederazione non si è fatta attendere: “Se Salvini vuole querelare cinque milioni di iscritti ci quereli tutti ma non svii la discussione.”

Capaci di cambiare!

Le immagini della strage di Capaci irrompono nelle case in un sabato di quasi estate, tra una mamma che stira e un figlio che prepara l’ultima interrogazione. Sgomenti come di fronte alle Torri gemelle che vanno giù. Il 23 maggio 1992 nel ricordo di Davide Colella di RadioArticolo1

Memoria, lavoro, futuro

Quest’anno il 30 Aprile è una data doppiamente importante: ricordiamo non solo l’anniversario della morte per mano mafiosa di Pio La Torre, dirigente del Pci e della Cgil, l’uomo che ebbe l’intuizione di combattere la mafia attaccando i patrimoni dei mafiosi e che si intestò la battaglia contro i missili della Nato in Sicilia, ma celebreremo anche la prima giornata della Memoria dei dirigenti sindacali, delle lavoratrici e dei lavoratori, uccisi dalla mafia