Il lavoro: la nostra chimica vitale

Secondo l'Istat siamo un Paese fermo. Per ritrovare la carica vitale dobbiamo guardare ai giovani disoccupati, ai migranti sfruttati, alle donne divise tra desideri di autonomia e genitorialità, ai cassintegrati, ai riders, agli innovatori sociali, agli studenti e agli anziani. Solo così ritroveremo quella spinta economica, imprenditoriale, culturale e sociale di cui abbiamo urgente bisogno. Un intervento di Marina Mastropierro

Riprendiamoci il nostro tempo

Luca Cioffi è uno dei dirigenti sindacali più giovani della nostra organizzazione. Ricopre la carica di segretario organizzativo alla Camera del lavoro di Avellino. Vogliamo condividere una sua riflessione sul tempo che passa. Tempo che per noi non sembra mai essere quello giusto. Sempre troppo giovani perché non sembra mai arrivare il momento delle certezze lavorative ed affettive. Una generazione di perenni immaturi, come se fosse l'età la colpa che ci portiamo incollata addosso.

Rivolti al futuro

Pensioni più giuste, quando sarà il momento, per le giovani generazioni. E' l'obiettivo della nuova campagna nazionale sulla previdenza lanciata dalla Cgil. Se non supereremo la Legge Fornero, saremo costretti a lavorare fin oltre i 70 anni per un assegno da fame. Ezio Cigna, responsabile Previdenza di di Corso d’Italia. L’art. 38 della nostra Costituzione … Continua a leggere Rivolti al futuro

Ragazzi sfortunati

Questa sera a Cerveteri Jovanotti si esibirà nel Jova Beach Party. Musica allegra e piedi nella sabbia per una delle tante tappe del suo tour estivo. Un viaggio lungo le spiagge italiane che promette di fare del rispetto dell’ambiente una delle sue bandiere. Ma come? Grazie al lavoro (non retribuito) di volontari arruolati per tenere puliti gli spazi dalle 8 mattino fino a fine concerto. 16 ore in cambio di un accesso gratuito, qualche gadget e i pasti.

Giovani per sempre

Una riflessione amara sui call center. I ragazzi e le ragazze che entrano oggi in questo settore lo fanno per pochi euro e magari senza neanche un contratto. Sono i lavoratori dei call center sottoscala. Chi ci è entrato all'epoca del boom vive ancora con l'etichetta di ex giovane appiccicata addosso anche se la vita, invece che essere tutta davanti, sta scivolando tutta indietro. Scrive Luca Barbuto, lavoratore Vodafone