Ai giganti della gig economy piace solo un sindacato: quello giallo.

I giganti della modernità, del 4.0, dell’innovazione senza tutele tentano di fare leva su questo vecchio, vecchissimo arnese. La loro parola d’ordine è sfruttamento. Quella delle organizzazioni sindacali
vere la lotta e la conquista di diritti.

Report li smaschera, loro insultano il rider che ha scelto la Cgil. La risposta li gela: “Sono italiano e ho la pelle nera. Fatevi un esame di coscienza.”

Un sindacato “di scopo” favorevole al cottimo, da qualche settimana tiene il suo dito puntato contro Talem Parigi, che il rider lo fa da tre anni, che ha partecipato alle audizioni in Parlamento e che ha scelto la tessera Cgil.

Questa giungla non può essere il lavoro del futuro. Per Maurizio Landini senza risposte ai giovani questo Paese non avrà chance

“A Bologna hanno licenziato 40 rider.” Più volte Maurizio Landini, intervistato da Lucia Annunziata durante la puntata odierna di In mezz’ora in più, ha nominato i ciclofattorini delle app di consegna a domicilio. Simbolo della precarietà selvaggia che caratterizza il lavoro giovanile e non solo. Ma indipendentemente dal lavoro – che sia via app o no – il tema, precisa ancora il segretario generale della Cgil – è che tutti, autonomi, collaboratori, partite iva, devono godere delle stesse tutele.

America first

E’ dalla California, terra di Silicon Valley e tecnologia spinta, che arriva la legge più temuta dai giganti della gig economy. App come Uber dovranno garantire protezioni sindacali e diritti ai propri lavoratori finora considerati autonomi. Qualcosa vorrà pur dire se è proprio dagli Stati Uniti, avanguardia del settore, che arriva questa virata normativa. E chissà che in Europa – e in Italia – non si capti il messaggio prima che sia davvero troppo tardi.

Cosa c’è dietro un click

Apparentemente sono tutte uguali; sul display dello smartphone o sullo schermo del pc, basta un click per diventare un  “consumatore … Altro

Li chiamano Jeeg Robot

E invece sono lavoratori Amazon. A 48 ore dal fatidico Prime Day, il conto alla rovescia è già iniziato. Le tastiere sono già bollenti in cerca delle super offerte. I ritardatari degli acquisti estivi cercano ombrelloni, sedie da esterno, costumi da bagno, i fan della tecnologia spulciano tra tablet, pc, smartphone di ultima generazione e intraprendenti e chiacchieroni sistemi di domotica. Se siete lì pronti a digitare il vostro “procedi all’acquisto”, fermatevi a leggere questo articolo perché vi racconteremo cosa succederà dopo quel clic.