Cinque condanne in Appello per la morte di Matteo Armellini. Al telefono aveva detto “ieri ho fatto volare la Pausini”

Matteo aveva 31 anni. Girava l’Italia in lungo e in largo ogni giorno della sua vita cliente fisso di autogrill e caselli. Una vita fatta di asfalto, panini e caffè

Abbiamo un sogno. Ma siamo sveglissimi

Al via oggi la settimana del Global Strike for Climate. Eventi in 115 paesi, da New York le parole della giovane Greta Thunberg al Congresso statunitense: prendere sul serio la scienza, agite, fate l’impossibile. E cita Martin Luther King e J.F.K.

Oops, Foxconn did it again

Ricordate Foxconn, il più grande produttore di dispositivi elettronici al mondo, con oltre un milione di dipendenti, finito nell’occhio del ciclone a partire dal 2010 per gli innumerevoli suicidi causati dallo stress da iper lavoro e dalle cattive condizioni per i lavoratori? La nuova fontiera della multinazionale è lo sfruttamento degli studenti con la scusa degli stage. Un’inchiesta di China Labor Watch

Fine di un governo maschilista

Chi ha condotto i giochi dell’ultimo esecutivo? Chi ne ha saldamente tenuto in mano le redini? Quali sono stati gli stereotipi veicolati? Un’accozzaglia di simboli che poco hanno a che vedere con i tempi che viviamo: coroncine di rosario, donne confinate nella sfera domestica, drastiche limitazioni al concetto di famiglia. Una breve riflessione di Lara Ghiglione, segretaria generale della camera del lavoro spezzina

La sveglia di Conte

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha sancito, dopo 14 mesi, la fine di questo esecutivo e ha già dichiarato che rimetterà il proprio incarico nelle mani del Presidente della Repubblica. Certamente si conclude l’esperienza di un governo che non ha operato bene per il nostro Paese. Apriamo il dibattito sulle pagine del nostro blog, il primo a prendere la parola è anche uno dei più giovani dei nostri dirigenti, Luca Cioffi, segretario organizzativo della Cgil di Avellino

L’ultimo abbraccio

Un padre e una figlia. Immersi nel fango a un passo dalla salvezza. Ma senza essersi salvati. Questo è lo scatto del giorno. Ma è soprattutto la fotografia di un mondo dove la speranza è una macchia, la solidarietà una colpa. Ne vengono in mente altre di immagini che dal Rio Grande ci riportano a Bodrum. La maglietta rossa di Aylan, la ricordate? Da oggi non dimenticheremo neppure i pantaloncini di Valeria, rossi anche quelli. Pensate a quel padre che per tenersi stretta la bambina l’aveva persino infilata sotto la sua maglietta. Ma niente. Il muro dell’indifferenza non è stato oltrepassato. E anche l’indignazione, lo sgomento, quanto dureranno? Dopo Aylan abbiamo indossato tutti una t-shirt uguale alla sua per dire basta. Oggi dobbiamo ripeterlo di più e più forte. Perché non ci hanno ancora ascoltato. E se in Italia gridiamo #fateliscendere, agli Stati Uniti urliamo #fatelipassare. A chi predica di essere padre di tutti e di nessuno, rispondiamo che l’istinto paterno – quello vero – impone di tendere la mano, aiutare, soccorrere, amare. Così scrive Giorgio Sbordoni.