Da Giuseppe Di Vittorio a Maurizio Landini gli auguri migliori: buon anno vuol dire buon lavoro

Due messaggi di auguri distanti nel tempo, eppure incredibilmente vicini. La forza del sindacato è nelle persone, nelle donne e negli uomini che scelgono di unirsi, tutti assieme, per migliorare la propria condizione.

Evviva la Costituzione che compie 72 anni. Dentro c’è tutta la nostra storia, tutto il nostro passato. Dentro c’è il nostro futuro

Il 27 dicembre del 1947 la Costituzione della Repubblica Italiana venne pubblicata in Gazzetta ufficiale. Diceva Pietro Calamandrei: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione.” – Scrive Ilaria Romeo

Cara Cgil: rider e sardine, giovani, studenti e disoccupati rispondono agli auguri di Maurizio Landini. Nel 2020 il sindacato lo vorremmo così.

Gli auguri del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, affidati a un video pubblicato questa mattina da RadioArticolo1, stanno rapidamente … Altro

L’Arcipelago delle Sardine sbanca facebook e adesso la Bestia ha davvero paura

35 giorni per oltre 201mila iscritti. L’Arcipelago delle Sardine, gruppo facebook nato lo scorso 16 novembre, diventa il più popolare d’Italia dopo la pagina ufficiale delle 6000 Sardine che di iscritti ne conta più di 247.500. La vera notizia è che la gentilezza e la cortesia si riprendono la rete. La Bestia adesso ha paura, sconfitta da questa piazza virtuale: neanche i pinguini sovranisti, i gattini, i capitoni dell’ultima ora sono riusciti a fermare il banco sbanca tutto.

Le Sardine in piazza a Taranto: “Domani passaggio cruciale. Se a Bologna ci siamo mobilitati per un’urgenza elettorale, qui abbiamo un’urgenza di vita”

La città dove la frattura tra salute e lavoro è una ferita lacerante a cui la politica non riesce a … Altro

La Resistenza è comune, la Rivoluzione è femmina ed è appena cominciata

Ascoltate le piazze di questi giorni, ascoltatele con attenzione mentre cantano Bella Ciao, le voci predominanti sono femminili tanto da sembrare piazze di sole donne, perché il cambiamento sociale, politico, culturale, non potrà esserci davvero finché non cambierà la loro condizione.
Scrive Salvatore De Luca

Bella Ciao? Un inno alla libertà e una canzone d’amore. Ecco perché piace a tutti tranne che a fascisti e sovranisti. Breve storia musicale della canzone che unisce le piazze del mondo.

I ragazzi hanno ricominciato a cantarla nella piazze e addirittura qualcuno ha osato cantarla in chiesa. Puntuali sono arrivate le critiche: è troppo di parte. Ma ne siete proprio sicuri? In realtà Bella ciao è diventata l’inno ufficiale della Resistenza solo quindici anni dopo la fine della guerra. La canzone dei partigiani era Fischia il vento. Poi vennero Montand, Gaber, de André… e persino il Congresso della Democrazia Cristiana. Oggi è il canto delle sardine, dei Fridays for future, del Cile che lotta e di Hong Kong che resiste. Ilaria Romeo spiega perché.

In Colombia monta la rabbia dopo la morte di Dilan Cruz, 18 anni, assassinato per mano dello Stato. “Saremo pacifici, ci muoveremo in massa, ma non ci fermeremo.”

Si ritroveranno tutti in piazza. Ancora. A mezzogiorno in punto, alle 18 ora italiana. Ma con un motivo in più. Quel motivo si chiama Dilan Cruz, 18 anni, colpito da un proiettile sporco durante le manifestazioni di sabato scorso e morto ieri. Sarà un Cacerolazo por la vida perché Dilan è la prima vittima nelle proteste esplose in Colombia contro le politiche del presidente Ivan Duque. Ed è un simbolo. “Il nostro compagno è morto per mano dello Stato colombiano – denuncia l’Unione nazionale degli studenti dell’istruzione superiore -, ma il suo omicidio si inquadra in un contesto sistematico e diffuso di mancanza di rispetto per la vita e l’integrità di coloro che esercitano il diritto alla protesta sociale.”

Non punite don Biancalani, il prete che ha cantato Bella Ciao. Don Andrea Gallo avrebbe fumato il sigaro e vi avrebbe detto “Ieri, oggi, domani, sempre Resistenza!”

Questa, però, non è solo la storia di Don Biancalani. E’ la storia dei preti partigiani, che forse abbiamo tutti dimenticato, di quei tanti che persero la vita nella difesa dei loro parrocchiani e dei loro concittadini, nella lotta contro l’oppressione nazista e fascista. E poi questa è anche la storia dei preti di strada, come don Luigi Ciotti e Padre Alex Zanotelli. Come don Andrea Gallo. Tutti e tre hanno cantato Bella Ciao in chiesa e mai nessuno ne aveva fatto un caso, anzi a Genova ai funerali del “gallo” Bella Ciao la cantarono tutti, dentro e fuori la chiesa. Lui avrebbe voluto farne l’inno nazionale.