Cara Cgil: rider e sardine, giovani, studenti e disoccupati rispondono agli auguri di Maurizio Landini. Nel 2020 il sindacato lo vorremmo così.

Gli auguri del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, affidati a un video pubblicato questa mattina da RadioArticolo1, stanno rapidamente diventando virali, come racconta il blog indipendente Fortebraccionews. Un’antica tradizione che si rinnova e che oggi corre attraverso la rete.

“Sono stati anni difficili per chi lavora – ha dichiarato il numero uno della Cgil – c’è troppa precarietà e il lavoro tante volte manca. Pensiamo quindi che sia importante affermare un principio fondamentale: che qualsiasi persona che lavora, con qualsiasi rapporto di lavoro, debba avere gli stessi diritti e le stesse tutele. Vogliamo affermare che le persone, attraverso il lavoro, siano libere,
possano realizzarsi, possano utilizzare la loro intelligenza. Ecco, questo è l’obiettivo che vogliamo realizzare nel 2020. Per farlo abbiamo bisogno che tutti assieme mettiamo al centro una nuova cultura del lavoro.”

Anno nuovo, nuova cultura, nuovo lavoro. Un messaggio raccolto soprattutto da tanti giovani, ragazzi e ragazze che si scontrano con una quotidianità difficile: alcuni costretti a emigrare, tutti a resistere. Così, a poche ore dalla pubblicazione del video, in tanti hanno scritto ricambiando gli auguri. Sul sito di RadioArticolo1 le reazioni di delegati e delegate, lavoratori e lavoratrici raccolte nell’editoriale “Uniti nel lavoro” a firma di Giorgio Sbordoni.

Emanuele Quarta
l’Arcipelago delle Sardine

E uniti, nel lavoro, ci vorrà impegno e ci sarà da lottare. Lo dimostrano le Sardine che nelle ultime settimane sono scese in decine di piazze italiane, centinaia di migliaia di persone per chiedere alla politica un cambiamento di stile, oltre che di pensiero. Così Emanuele Quarta, tra gli amministratori de L’Arcipelago che su facebook ha ormai superato i 200mila iscritti, commenta: “Il nostro augurio e la nostra speranza sono di poter vivere in un paese meno diviso, un paese in cui le diversità siano considerate valore e capitale umano. Lavoriamo per un paese più inclusivo e con più tutele e diritti, lavoriamo affinché gli ultimi abbiano una voce.”

Andrea Russo, La via del fare – Torre Maura, Roma

Proprio agli ultimi dedica gran parte del suo impegno Andrea Russo, che vive a Torre Maura, quartiere della periferia romana, 22 anni, studente di economia, impegnato nel sindacato e nel mondo dell’associazionismo. A Landini invia questo messaggio: “La più grande emergenza sociale del nostro Paese è la disoccupazione giovanile: oltre 100.000 ragazzi ogni anno se ne vanno perché qui non hanno opportunità. Per il 2020 vorrei un sindacato ancora più forte, che si preoccupi di non lasciare indietro nessuno specialmente nei territori più fragili, coinvolgendo le persone e ascoltando i bisogni dei cittadini.”

La rete ha la forza di connettere e così il video arriva anche a chi per necessità si trova a vivere, studiare e lavorare fuori dai confini italiani. Quei giovani che se ne vanno perché qui non hanno opportunità e che Landini ricorda spesso nei suoi interventi perché “si sono preoccupati di chiudere i porti, ma hanno dimenticato di chiudere gli aeroporti.”

Alessandra Giannessi, da Bruxelles – Associazione Itaca

Alessandra Giannessi scrive da Bruxelles: “Gli auguri del Segretario Landini ci rincuorano, perché vanno proprio nella direzione dell’Italia che oggi non c’è e che invece servirebbe. Un’Italia che crei, promuova, difenda e tuteli il lavoro per tutti, anche per quelle centinaia di migliaia di giovani che ogni anno sono costrette ad andarsene per cercarlo altrove. Che abbia a cuore costruire le condizioni per garantirci un lavoro sicuro, adeguatamente retribuito, tutelato: le condizioni, appunto, per non essere più vittime del bisogno – e perché emigrare diventi una scelta, anziché una necessità. Che torni a essere quel Paese dal quale, se partiamo, non lo facciamo perché costretti: e quel Paese in cui, se volessimo, potremmo scegliere di tornare. Auguro alla CGIL di essere ascoltata dalla politica e dai media nel suo impegno per riportare il lavoro al centro dell’agenda e le auguro di essere sempre più forte nell’organizzazione e nella rappresentanza dei lavoratori precari, atipici e disoccupati.”

Talem Parigi e i rider di Foodora insieme a Maurizio Landini quando l’app aveva annunciato la cessione a Glovo

Emblema della precarietà dei tempi moderni sono i rider, quei lavoratori che sfrecciano sulle nostre strade inforcando le loro biciclette e controllando compulsivamente gli ordini che arrivano via app sui loro cellulari. Quattro giorni fa l’ultimo incidente a Torino, il ragazzo investito da un’auto pirata è in ancora gravi condizioni. “Sogno che nel 2020 si riesca a vincere la battaglia dei rider – confessa il ventunenne Talem Parigi – non possiamo lasciar ancora così tanti lavoratori senza alcun diritto e tutela.” Talem è un rider che ha scommesso sul sindacato: “Spero che per noi, dico noi perché ormai anch’io mi sento parte di questa famiglia, sia un anno di lotte e conquiste di diritti: i lavoratori ne hanno veramente bisogno. Durante la mia attività di sindacalista sento nei miei colleghi rider una grande rabbia, una grande tristezza, una grande insoddisfazione, sento che pensano di essere abbandonati in questo campo di battaglia che ormai è diventato il mercato del lavoro. E’ così anche in molti altri settori e soprattutto tra i lavoratori della mia età. E allora l’augurio per la nostra Cgil, il sindacato con più iscritti d’Europa, è di riuscire a tornare un punto di riferimento per quei lavoratori che si sentono soli, per la mia generazione che vede con paura al futuro. Per farlo però c’è bisogno di cambiare, di inventare nuovi metodi per conquistare la fiducia dei ragazzi che con fatica entrano nel mercato del lavoro. Noi giovani siamo pronti a dare una mano. Credete in noi perché, alla fine, quello a rischio è il nostro futuro e noi ventenni possiamo aiutarvi a percorrere nuove strade senza mai dimenticare la storia e gli insegnamenti dei sindacalisti un po’ più vissuti di noi.”

Pietro Gentili, studente
Luca Franceschetti, Fridays for Future

Pietro Gentili, invece, è uno studente liceale dell’Isola d’Elba. Si definisce utopista, idealista, cittadino del mondo, ed è uno dei tanti ragazzi che in questi mesi hanno manifestato per difendere l’ambiente. “Il 2020 e’ la porta di un nuovo decennio che dovrà essere quello della scuola al centro, cambiando metodi e diventando più inclusiva, ma soprattutto ricevendo le giuste attenzioni e fondi dallo Stato. Una scuola così è un diritto degli studenti, è un diritto della collettività. Che il 2020 sia anche l’anno della rivoluzione ambientale, perché di anni ne restano pochi. La direzione: più spesa per il pianeta e meno per le armi e i cacciabombardieri. È questo il 2020 che mi piacerebbe augurare a tutti quelli che studiano, lavorano o hanno lavorato, in Europa. E sono convinto che se ci batteremo questo 2020 non sarà una speranza. Sarà la realtà.” Gli fa eco Luca Franceschetti, dei Fridays for future Italia: “Ci aspettiamo dalla CGIL per il 2020, che sottoscriva e faccia propria la mozione adottata al congresso del Trade Union Congress inglese sulla crisi climatica e la giusta transizione, che si ponga nell’obiettivo di tutela dei lavoratori una completa decarbonizzazione dell’economia.”

Ed è proprio da una città simbolo per ambiente e lavoro come Taranto che arriva un altro messaggio indirizzato al segretario generale della Cgil. Lo scrive Giovanna Costantini, una ragazza figlia di emigrati pugliesi in Germania che ha scelto di ritornare in Italia ma che oggi è la prima licenziata ArcelorMittal.

Giovanna Costantini,
licenziata Arcelor Mittal Taranto

“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Ma per chi? Il lavoro è essenziale. Essenziale per vivere, mangiare, pagare le bollette, per la nostra dignità e serenità personale. Il lavoro ci permette di creare una famiglia. Caro segretario, mia figlia ha detto: ‘Mamma, chiederai un lavoro a Babbo Natale? Fallo. A me porta tutto ciò che voglio’. Mi vergogno. Perché una bimba deve capire questa sofferenza? Io mi auguro di trovarne uno di lavoro, dove non si faccia differenza tra raccomandati e non. Dove non ci siano differenze tra Nord e Sud, dove non ti illudano per poi buttarti via senza un motivo. Il mio augurio è che questa città non muoia per colpa di chi non ha fame e non capisce che abbiamo tutti bisogno di mangiare. Il mio augurio più grande è di poter dare un futuro a mia figlia. E’ un mio dovere e un suo diritto. E’ un NOSTRO diritto.”

Nessuno si salva da solo e nessuno, da solo, salva qualcun altro. Ci salviamo e miglioriamo la nostra condizione esclusivamente se proviamo a farlo insieme.” Ha ricordato Maurizio Landini nel suo video di auguri tornando a citare Enrico Berlinguer. E’ lo stesso spirito che ha portato le Sardine e i giovani dei Fridays for future in piazza, lo stesso che anima chi si impegna nel mondo dell’associazionismo, nel sindacato. Lo stesso che, in fondo, unisce tutti i messaggi che qui abbiamo raccolto. Ci si salva solo tutti assieme.

Il video messaggio di auguri del segretario generale della Cgil Maurizio Landini

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