L’Arcipelago delle Sardine sbanca facebook e adesso la Bestia ha davvero paura

35 giorni per oltre 201mila iscritti. L’Arcipelago delle Sardine, gruppo facebook nato lo scorso 16 novembre, diventa il più popolare d’Italia dopo la pagina ufficiale delle 6000 Sardine che di iscritti ne conta più di 247.500. La vera notizia è che la gentilezza e la cortesia si riprendono la rete. La Bestia adesso ha paura, sconfitta da questa piazza virtuale: neanche i pinguini sovranisti, i gattini, i capitoni dell’ultima ora sono riusciti a fermare il banco sbanca tutto.

Poteva essere un arcipelago di “storioni, salmoni o stambecchi” – per parafrasare le parole dei quattro ragazzi che da Bologna hanno dato il via a una serie di appuntamenti che hanno restituito a molti la voglia e il desiderio di scendere in piazza e ritrovarsi. Ed è di sicuro un arcipelago ricco di una varietà di storie e culture plurali, che hanno tutte però tratti comuni: antifascismo, antirazzismo, antimafia, antisessismo e molti, moltissimi pro. Perché l’Arcipelago delle Sardine, che ha raggiunto e superato il traguardo delle 200mila adesioni, è a favore della giustizia sociale, della tutela dell’ambiente, della salvaguardia dei diritti sociali e civili, della legalità, della difesa della sanità pubblica e l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Evviva le piazze, quelle che ci sono state e quelle che si saranno. Alcune avranno un significato speciale: la piazza di Predappio, ad esempio. Il comune romagnolo dove nacque Benito Mussolini, è attualmente governato da un sindaco di centrodestra che si è rifiutato di stanziare i fondi per far andare gli studenti delle sue scuole superiori a visitare Auschwitz, “un viaggio di parte” – aveva detto. Predappio: tanto cara ai neofascisti del terzo millennio che ogni anno, braccio destro alzato, fanno la fila al cimitero per omaggiare il dittatore. Sono gli stessi che qualche settimana fa schedavano le Sardine, tra loro anche uno degli amministratori dell’Arcipelago Emanuele Quarta, sindacalista della Fiom Cgil di Bari. Altra piazza speciale sarà Riace: la cittadina calabrese, modello di accoglienza sotto la giunta di Mimmo Lucano, presa d’assalto assieme all’ex sindaco dalla Lega di Matteo Salvini. Mentre in tribunale man mano cadono le accuse contro Lucano, le Sardine si impegnano a restituire speranza al borgo.

Ma chi c’è dietro questo gruppo? Ve lo raccontiamo noi: persone che quotidianamente nella propria realtà fanno ciò che devono ribellandosi alla criminalità, accogliendo i migranti, raccogliendo viveri per i profughi, portando avanti battaglie per i diritti nei luoghi di lavoro, organizzando la reazione delle comunità del Sud contro i progetti di ‘secessione dei ricchi’. Tra gli amministratori ci sono i sindaci di Acquaviva delle Fonti e di Bitonto, Davide Carlucci e Michele Abaticchio, due insegnanti, Grazia Desario e Ilaria Colacicco, Susy Ioveino che è impegnata proprio nell’accoglienza, Claudio Poverini, volontario di Croce Rossa e Caritas, Mimmo Lamantea, avvocato, Michele Sfregola, architetto e Michele Rizzi, ambientalista. Ora, come Sardine, lavorano anche a temi concreti oltre che alle iniziative di piazza: il diritto alla casa, il miglioramento delle condizioni di vita nelle periferie, la lotta al precariato, l’evitare la fuga dei giovani, il diritto di vivere in un ambiente tutelato.

La verità – hanno scritto Mattia, Giulia, Roberto e Andrea in una lettera al quotidiano la Repubblica è che la pentola era pronta per scoppiare. Poteva farlo e lasciare tutti scottati. Per fortuna le sardine le hanno permesso semplicemente di fischiare. Non è stato grazie a noi, né tantomeno a chi ha organizzato le piazze dopo di noi. È stato grazie a un bisogno condiviso di tornare a sentirsi liberi.”

Liberi soprattutto dalla paura. Diceva bene il procuratore capo di Catanzaro Reggio Calabria Nicola Gratteri dopo gli oltre 300 arresti dell’ultimo blitz contro la ‘ndrangheta: “è necessario non farsi manipolare dalla paura, occorre impegnarsi nel sociale non pensando a un interesse ristretto ma a quello collettivo.”

Le Sardine lo sanno. L’Arcipelago lo sa. E così celebra questo traguardo sociale guardando al domani. “Abbiamo costruito un patrimonio ideale concreto, ora è il tempo delle proposte, quelle che cambiano la vita delle persone.”


2 Comments

  1. Siete la nostra speranza Io nonna di 70 anni guardavo al futuro con paura, incertezza per quanto riguarda giovani e nipoti La speranza si è fatta viva attraverso di voi, che con le buone maniere avete conquistato il cuore di molti di noi Grazie ragazzi continuate con coraggio per un mondo migliore! Che la solidarietà, il rispetto vinca sull’odio é l’arroganza!!!

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