Un grandioso Landini a Che tempo che farà: hanno chiuso i porti si sono dimenticati di chiudere gli aeroporti

La crisi scorre sugli schermi delle TV italiane all’ora di cena: Alitalia, Unicredit, Embraco, ArcelorMittal, 160 vertenze con tavoli aperti al Ministero dello Sviluppo Economico. Maurizio Landini, ospite di Fabio Fazio alla trasmissione Che tempo che farà, ascolta e poi sbotta: “Siamo di fronte a un rischio: il paese rischia di sbriciolarsi sia fisicamente – pensiamo alle frane, alle alluvioni – ma anche davanti alle crisi industriali. Bisogna capire che la logica del mercato che da solo riesce a risolvere i problemi è semplicemente sbagliata, da solo il mercato, ma in generale, nessuno va da nessuna parte. E poi i cambiamenti che ci sono oggi – la necessità di innovare e creare prodotti anche ambientalmente sostenibili significa investire nel lavoro, nella ricerca, nella qualità. Senza questi investimenti, sale la rabbia di essere poveri pur lavorando. Tutto questo va cambiato. Serve un progetto di Paese. Va ripensato il ruolo dello Stato, affinché abbia un’idea di sviluppo, di futuro; gli imprenditori devono fare la loro parte, cioè investire e non speculare.”

È inarrestabile il segretario generale della Cgil: “Quando si parla di politica industriale non è più accettabile che in qualsiasi luogo di lavoro tu vada le persone pur svolgendo le stesse mansioni non hanno gli stessi diritti e le stesse tutele. Dobbiamo uscire da questo schema. Serve un cambio radicale di registro. Penso che ci sia oggi una domanda di fondo: perché i diritti sono stati colpiti, in Italia e in Europa, sia da destra che da sinistra? Per questo dico che c’è bisogno di rimettere al centro le persone e i loro diritti.

Si sofferma sulla manovra economica, sugli impegni presi dal governo, sulle risposte che i sindacati ancora aspettano, e poi su ArcelorMittal e su Unicredit, una valanga di persone che rischiano di restare a casa nei prossimi mesi.

Fabio Fazio lo incalza anche sul caporalato, sulla propaganda che dipinge gli immigrati come “ladri di lavoro”. Lui risponde durissimo. È un falso assoluto: “Si sono preoccupati di chiudere i porti, si sono dimenticati di chiudere gli aeroporti.” E i nostri giovani vanno via.

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