Addio Pecora Elettrica. Addio Libreria del Viaggiatore. A Roma il mestiere più difficile – e pericoloso – è quello del libraio.

Danilo e Alessandra, i proprietari de La Pecora Elettrica

È trascorso quasi un mese dall’ultimo rogo. Danilo e Alessandra hanno cercato di superare lo shock e di guardare al futuro ma, alla fine, hanno deciso: la Pecora elettrica non riaprirà più. La serranda della libreria di Centocelle che era stata incendiata la prima volta il 25 aprile scorso, giorno della Festa della Liberazione, e la seconda alla vigilia della riapertura, resterà abbassata. “Non viviamo questa scelta come una sconfitta: il lavoro svolto, di cui siamo molto orgogliosi, in due anni e mezzo di apertura, ha messo in moto nuove energie e nuove progettualità che non andranno disperse” – hanno scritto i due proprietari nel post pubblicato su GoFundMe, la piattaforma dalla quale la fotografa Ilaria Facci aveva lanciato una raccolta fondi per sostenerli. Ora le spese non saranno quelle di una ristrutturazione ma di “una chiusura non prevista. Come normale in questi casi, i tempi per sbloccare fondi istituzionali – spiegano – sono lunghi, sempre ammesso che ci si riesca, e per questo abbiamo deciso di fare affidamento, almeno in parte, sui soldi che ci avete donato grazie alla campagna lanciata da Ilaria.”  Restano il dispiacere e l’amarezza per come sono andate le cose e quell’ombra nera che vuole asfissiare la periferia romana, che teme una libreria-bistrot antifascista, luogo di socialità, punto-luce fastidioso per chi spaccia estremismi e illegalità nel buio.

Ma l’ombra è lunga e si nutre di silenzi, omissioni e abbandoni. Così sempre a Roma, nel quartiere storico di San Lorenzo, un’altra libreria-caffetteria viene saccheggiata proprio in questi giorni per la terza volta. È Giufà in via degli Aurunci. Svuotano la cassa, ma soprattutto rompono, distruggono libri e bottiglie. Un atto vandalico e criminale.

Tutto avviene mentre in pieno centro storico decine di persone affollano l’ingresso di una bottega di via del Pellegrino. È quello della libreria del Viaggiatore, alle spalle una storia di trent’anni. La conoscono in tutto il mondo perché quella è la libreria più bella di Roma, per le riviste internazionali come il New York Times è uno dei dieci luoghi da non perdere se si visita la capitale anche solo per poche ore. Nonostante questo chiuderà il 31 dicembre: troppo alto l’affitto dei locali.

Luigi Politano nella Libreria del Viaggiatore

Per Luigi Politano, che l’ha gestita negli ultimi cinque anni, se a Roma le librerie bruciano, vengono vandalizzate o sono costrette a chiudere forse le istituzioni qualche domanda in più dovrebbero farsela. “Questa è una battaglia politica per tutti. Non riguarda solo me che apro la bottega ogni mattina. Finché le nostre librerie non saranno riconosciute come fiori all’occhiello, come figli migliori, come la meglio gioventù di questa città, non ci sarà cura né spazio nel dibattito politico per i luoghi della cultura e della socialità.” … E le ombre avanzano.

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