La Resistenza è comune, la Rivoluzione è femmina ed è appena cominciata

In Cile per mano di un governo fascista le donne vengono umiliate, stuprate, torturate e assassinate. Qui da noi invece vengono uccise quotidianamente non da militari in divisa ma dai propri mariti e compagni, tra le mura domestiche.

E’ di questi giorni l’ennesimo naufragio a Lampedusa, le prime cinque vittime recuperate erano tutte donne. Una violenza inaudita si abbatte sui loro corpi e sulle loro vite. Per i sovranisti machisti e imperanti, le donne non disponibili a farsi relegare al ruolo di “angeli del focolare” sono di fatto un nemico politico da annichilire. I reati commessi contro di loro vanno derubricati, perché – spiegava all’indomani della Giornata internazionale contro la violenza di genere, un consigliere leghista di Casalecchio di Reno – dovremmo pensare agli uomini. Parole incredibili accompagnate da numeri falsi, che farebbero delle donne vittime di violenza semplici bugiarde.

Manifestazione femminista in Spagna di Ni Una Menos

Vox, partito dell’estrema destra spagnola che ha avuto il suo exploit nell’ultima tornata elettorale tanto da meritarsi il tweet con le congratulazioni di Matteo Salvini, si è rifiutato di firmare le dichiarazioni congiunte che condannano la violenza maschile contro le donne, impedendo dichiarazioni ufficiali nella giornata in cui in tutto il mondo si è celebrata l’eliminazione della violenza contro le donne e per le quali sarebbe servita l’unanimità. Negazionisti della violenza di genere che trovano terreno fertile e facili alleati anche nella destra italiana.


Ma l’arretramento culturale che riafferma senza vergogna una misoginia quotidiana e istituzionalizzata ha fatto male i suoi conti. Donna è sinonimo di forza.

Ascoltate le piazze di questi giorni, ascoltatele con attenzione mentre cantano Bella Ciao, le voci predominanti sono femminili tanto da sembrare piazze di sole donne, perché il cambiamento sociale, politico, culturale, non potrà esserci davvero finché non cambierà la condizione femminile. Quel canto all’unisono unisce le istanze delle mondine del secolo scorso e delle combattenti curde del Rojava. Dalle Madri e delle Nonne di Plaza de Majo e alle lavoratrici tessili in lotta, fino ad arrivare alle ragazze dei Fridays for Future, ispirate pure loro da una giovane donna.
Diceva qualcuno che sono le donne che fanno il mondo, perché gli uomini sono sempre lì per distruggerlo. Aveva ragione.
La Resistenza è comune, ma la Rivoluzione è femmina ed è appena cominciata.

L’autore di questo articolo è Salvatore De Luca.

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