La lezione del sindaco di Sant’Anna di Stazzema: quell’insegnante anti-Sardine che inneggia al fascismo venga qui, da sospeso, con i suoi alunni. Il viaggio lo paghiamo noi.

Sant’Anna di Stazzema è uno di quei luoghi che restano nel cuore. Arroccata sulle colline della Versilia fu teatro di una delle più atroci stragi perpetrate dai nazisti mentre si ritiravano lungo la linea Gotica. Era il 12 agosto del 1944 quando tre reparti delle SS si inerpicarono su quelle strade tortuose. In poco più di mezza giornata uccisero centinaia di civili: se ne contarono 560, non salvarono nessuno: donne incinte, bambini, i pochissimi che sopravvissero lo fecero solo perché riuscirono a nascondersi prima che fosse troppo tardi. Persino la chiesetta del Paese divenne un luogo di morte: è lì che i nazisti raggrupparono le persone a decine per poi lasciarle morire tra le fiamme.

Ed è da Sant’Anna di Stazzema, che da qualche tempo si è fatta promotrice dell’Anagrafe Antifascista, che arriva un invito inatteso per il professor Giancarlo Talamini Bisi, ieri su tutte le cronache per aver minacciato gli studenti-sardina di Fiorenzuola, lui fiero sostenitore di “zio Benito”, dei “figli della lupa”, e oggi della Lega di Matteo Salvini.

A rivolgergli l’invito è stato il sindaco Maurizio Verona: “Chiedo a questo insegnante di accompagnare i ragazzi a Sant’Anna di Stazzema, da sospeso, per riconciliarsi ancor prima che con i suoi ragazzi, con se stesso, per comprendere a cosa porti un’ideologia del pensiero unico in cui qualcuno può essere punito in una scuola per aver espresso un pensiero libero e democratico.”

Il professore intanto si è scusato: mai – ha dichiarato – avrebbe fatto cose come bocciare o far passare l’inferno ai suoi allievi solo per aver aderito alla manifestazione in programma questa sera a Fiorenzuola. Le scuse, però, arrivano tardi: il suo blog, il suo profilo facebook, prontamente oscurato, lasciavano intendere tutt’altro. Così il ministro della Pubblica Istruzione Lorenzo Fioramonti si è subito attivato per la sospensione.

Ritengo che la sospensione sia un provvedimento giusto – continua Maurizio Verona: gli uomini delle istituzioni, noi amministratori, e forse ancor di più coloro cui è affidato un compito così delicato come l’insegnamento debbano riflettere ancora di più quando fanno o dicono qualcosa: non si finisce mai al di fuori della scuola di essere esempio per i ragazzi. Così non è giustificato chi fuori dal lavoro sventola una bandiera della Repubblica Sociale Italiana, così non si può passare sotto silenzio chi minaccia ritorsioni contro ragazzi che partecipano ad una piazza non violenta e democratica. “

Eh già, perché – è sempre utile ricordarlo – la partecipazione è un diritto sancito dalla Costituzione e come ammoniscono da Sant’Anna: “abbiamo bisogno di giovani che hanno voglia di essere protagonisti, che vogliono dire la loro, che vogliono far sentire il loro pensiero ed esprimere le proprie esigenze. Un insegnante dovrebbe essere orgoglioso di avere nelle sua classe ragazzi che hanno voglia di partecipare e imparare  per farsi una propria idea, per essere un giorno un miglior cittadino. Minacciarli è un segno della sua debolezza: li porti a Sant’Anna di Stazzema, saremo lieti di farci carico delle spese di viaggio. In questo piccolo paese di pochi abitanti, darà loro una lezione che ricorderanno per sempre: e la darà a se stesso.” 

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