Il bestiario del professor Giancarlo Talamini che ha promesso l’inferno agli studenti-sardina: è razzista, nostalgico di “zio Benito” e ama la predella.

Il suo profilo facebook non è più raggiungibile. Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha già annunciato che gli uffici del Miur si sono attivati per la sua sospensione immediata. Per sapere chi è, cosa fa e cosa diamine pensi il professor Giancarlo Talamini che ha minacciato i suoi studenti, come racconta il blog indipendente Fortebraccio, resta il suo sito.

Pochi pensieri di ristrettissime e deliranti vedute. Un bestiario vero e proprio persino con qualche inaccettabile refuso per uno che dovrebbe insegnare lettere. In un post in cui lamenta il sequestro di una piscina dove è morto un bambino di 10 anni di nome Ibrahim scrive: “In Lunigiana c’è bisogno di politici, amministratori che promuovino uno shock comportamentale.”

Meglio le aule dei tempi andati dove aleggiava il terrore. “Rivoglio l’aula e i metodi di una volta. In aula elemento fondamentale era la cattedra, posta sopra una pedana, la predella, che permetteva all’insegnante di controllare gli alunni e incutere quel senso d’autorità e di timore necessario per lo svolgimento delle lezioni. Sopra di essa il temuto registro di classe e l’immancabile righello o bacchetta che, all’occorrenza, poteva avere un uso diverso sulle mani degli alunni.”

E poi meglio genitori che non s’impiccino di quel che accade a scuola: “Qualcosa non torna in quanto non dovrebbe esistere coinvolgimento del genitore nella vita scolastica del figlio. C’è per caso in ospedale un rappresentante dei pazienti? Suvvia, finiamola con questi organi collegiali. Preside e docente, bastano e avanzano come ai tempi di zio Benito. Talvolta è lo stesso genitore a farli al posto del figlio, per evitare la “brutta figura”: conta di più arrivare a scuola coi compiti svolti, che l’apprendimento del figlio.Ci sono genitori che si sentono rimproverati dagli insegnanti. Come se i brutti voti o le note di condotta del figlio si incastonassero come un marchio negativo sulla loro pelle. Come se i figli fossero prolungamenti dei genitori. In pratica, come se non ci fosse una separazione. Ogni atto di crescita di una società implica un ritorno alle origini. Forse oggi più che mai separarsi risulta tornare alla scuola gentiliana e ai figli della Lupa.”

Ammissioni e proclami di orgoglioso razzismo in un altro post che rovescia i valori della nostra Costituzione.

Infine una lettera aperta al consigliere comunale della Lega di Filattiera Andrea Draghi che si conclude così: “La Lunigiana è una zona che va rivoltata di sana pianta, anche con proposte forti e – per queste zone – antipopolari. Ma se si vuole ottenere, bisogna mettere in conto di farsi odiare e farsi inizialmente piazza pulita attorno. Io ho già iniziato a farlo, al limite mi incapretteranno con un limone in bocca. “

E ora dite se questo è un insegnante.

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