“Non mollateci sul più bello”: l’appello delle sardine di Bologna. Cresce l’onda anti-Salvini. Il testimone passa a Modena

“Di riempire piazze come queste ne abbiamo bisogno come il plancton”. E’ in una frase semplice, in una battuta ironica che si racchiude tutta la forza delle sardine che da Bologna si preparano a spostarsi a Modena. Ed è da un’idea nata per caso in una notte insonne che sta nascendo un’onda travolgente.

Jamal è uno studente. Come Samar. “Abbiamo visto quella piazza e ci siamo detti: si può fare. Perché no? Perché non provarci anche noi? E così lunedì accoglieremo il leader della Lega Salvini a Modena seguendo l’esempio di Andrea, Giulia, Roberto e Mattia. Nessuno giovedì sera si aspettava che arrivassero 15mila persone a dimostrare che siamo di più dei predicatori di odio, ecco se solo riuscissimo non diciamo a replicare quel risultato ma anche ad arrivare ad avere la metà dei partecipanti qui, per noi sarebbe un grandissimo successo.”

Samar e Jamal, classe 1998, studentessa di filosofia lei, studente di ingegneria meccanica lui, sono italianissimi G2 con radici in Tunisia e in Libano. “La nostra identità non c’entra. Nemmeno le nostre origini. Non c’entra neppure il nostro essere super italiani anche se ci chiamano ancora stranieri. Siamo solo stufi di questa macchina di odio. Ed è proprio per questo che abbiamo scelto di ritrovarci davanti a un luogo simbolico come la sinagoga di Modena. Ci siamo indignati tutti per quello che accade ogni giorno all’onorevole Liliana Segre minacciata a tal punto da essere finita sotto scorta. Ci hanno offeso quei silenzi della destra in Parlamento, quei voti mancati alla Commissione voluta dalla senatrice sopravvissuta ad Auschwitz,  e che nasce per combattere razzismo, antisemitismo e ogni forma di istigazione all’odio. Ecco sì, noi forse l’odio lo sentiamo di più anche se nella nostra vita abbiamo la fortuna di essere circondati da persone che ci amano, ma lo sguardo di chi ti considera estraneo  a casa tua è terribile.”

Nessuna bandiera a Bologna. Nessuna bandiera anche a Modena. “La nostra è un’onda di amore e pace e pacificamente ci vogliamo scagliare come l’alta marea contro l’odio. Non vogliamo vessilli politici, anzi vogliamo che chiunque si senta stanco come noi di propaganda, azioni e parole violente si faccia sardina e si stringa davanti a quella sinagoga, lunedì sera.” Una cosa sola sia chiara: Modena non si lega, proprio come Bologna.

La prima onda bolognese è andata a segno. Per distrarre i suoi dallo smacco subìto Matteo Salvini ha promesso che se la Lega conquisterà la Regione Emilia Romagna gli ospedali saranno aperti giorno e notte, 24 ore su 24 come in Veneto… Lo stato confusionale è evidente: gli ospedali, in tutt’Italia, sono sempre aperti giorno e notte!

E’ esattamente come scrivono i quattro ragazzi dai quali tutto è iniziato: in piazza Maggiore l’altra sera “è cambiato qualcosa. Abbiamo ripreso ciò che ci appartiene utilizzando mezzi che il populismo non conosce: la gratuità, l’arte e le relazioni umane. L’emozione è stata grande ma sappiamo che non siamo stati gli unici ad emozionarsi. L’unica certezza è che siamo una grande famiglia e che faremo grandi cose insieme. Non mollateci sul più bello.”

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