Luis Sepulveda: “Sua Deficienza Sebastian Piñera, quando oltre un milione di cileni ti dicono ‘dimettiti’, vattene una volta per tutte.”

Lo scrittore Luis Sepulveda

Per lo scrittore cileno che conobbe il carcere negli anni della dittatura di Augusto Pinochet, e che per quello lasciò il suo Paese natale, al Palazzo della Moneda dovrebbe arrivare subito un nuovo inquilino. Giudizio senza appello quello che Luis Sepulveda affida a facebook bocciando con tanto di ironico improperio il presidente del Cile Sebastian Piñera.

Già nei giorni scorsi lo scrittore aveva espresso tutto il proprio disappunto per quanto stava accadendo in Cile. Commenti esplosivi, raccolti dalla radio svizzera: “Aldilà della sua storia personale, che gli impedirebbe di essere presidente in qualsiasi paese, Piñera ha un’intelligenza più che limitata. Sono convinto che anche la destra si farebbe un gran favore rimuovendolo dal potere. A Piñera dico: vattene, fai un piacere ai cileni, vattene con i tuoi averi. Vattene a quel Paese se possibile, e senza biglietto di ritorno.”

Sebastian Piñera evidentemente non lo ha ascoltato. E anziché rassegnare le dimissioni, all’indomani della grande marcia che ha riempito le piazze e le strade di Santiago, ha “chiesto a tutti i ministri di rimettere il loro mandato per formare un nuovo esecutivo, per affrontare le nuove richieste e farci carico dei tempi nuovi”.

Tutti vanno, lui per ora resta. Ma il terreno sotto i suoi piedi è franato.

Quel milione e 200 mila persone in piazza. Quelle strade stracolme nella capitale. I due giorni di sciopero generale. La stretta dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite sui diritti umani che ha annunciato un’indagine per le violazioni e gli abusi denunciati da chi è stato arrestato, comprese una serie di violenze a donne e ragazze. E ancora le proteste senza sosta di associazioni, organizzazioni sindacali, movimenti, giovani, cittadini, lavoratori, donne e uomini che insieme hanno detto basta.

“Messaggio recepito” ha dovuto ammettere l'”eccellentissimo” presidente. “Voglio annunciare che, se le circostanze lo permettono, è mia intenzione revocare lo stato d’emergenza a partire dalle 24 di domenica, per contribuire a questa normalizzazione che tanto desiderano e meritano i cileni”. Basta coprifuoco, i militari torneranno nelle loro caserme e i fantasmi del passato evocati in questa settimana nera che finisce con almeno 18 morti ammazzati e oltre 2000 arresti possono ritornarsene nelle loro tombe.

Ma c’è di più. Piñera ha dovuto cedere anche su altro: “abbiamo proposto al Congresso una profonda agenda sociale che raccoglie molte delle richieste più sentite dai nostri compatrioti, in modo da procedere, con urgenza e volontà, a migliorare le pensioni, i salari dei lavoratori, stabilizzare il prezzo di servizi di base (…) Questa agenda sociale, che è ampia, richiede un enorme sforzo dello Stato per trovare finanziamenti. E’ un programma in pieno sviluppo, per il quale chiedo caldamente al Congresso di approvare i progetti”.

E’ vero Piñera non se ne sarà andato a quel paese, ma il popolo oggi ha vinto. perché un popolo unito non sarà mai sconfitto.

Immagini delle proteste dei giorni scorsi nella città cilena di Concepcion,
accompagnate dalle note di El Pueblo Unido degli Inti-Illimani – fonte: AnDie Producciones

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