Ilaria Cucchi: “squarciamo il velo” e premia i sikh sfruttati nell’agro pontino. Sono storie di giustizia negata

Lo dice con la voce che ancora un po’ trema di rabbia e dolore: “Se tornassi indietro quella porta la sfonderei a calci”. La porta è quella dell’ospedale Pertini. E’ lì che suo fratello Stefano è stato lasciato morire tra atroci sofferenze. E’ davvero una storia orrenda quella di Cucchi, una delle troppe di persone morte nelle mani dello Stato.

Sono trascorsi ormai quasi dieci anni, da quel terribile 22 ottobre. 3643 giorni in cui Ilaria non ha mai smesso di lottare per avere giustizia e conoscere tutta la verità su come e perché oggi suo fratello non sia al suo fianco. Questo sembra l’anno della svolta, l’anno in cui pezzo dopo pezzo, il racconto di quella settimana d’inferno dietro le sbarre e poi in ospedale senza la possibilità di contatto con il mondo esterno, famiglia compresa, si sta facendo strada nelle aule di giustizia. Potrà essere l’anno del riscatto, quello della fiducia ritrovata nelle istituzioni.

Ma Ilaria Cucchi ci ha insegnato una cosa: lotta e riscatto vanno condivisi. Sono pubblici, riguardano tutti. E così Stefano è diventato fratello di ciascuno di noi. Lo dimostra anche la scelta di consegnare oggi il Premio Diritti Umani 2019 dell’Associazione a lui intitolata, tra gli altri, alla comunità Sikh di Latina.

Sarà il presidente Gurmukh Singh a ritirarlo all’Angelo Mai a Roma a nome dei «dimenticati dalla società», sfruttati e ricattati nell’Agro Pontino, che tuttavia «hanno trovato la forza di sollevarsi e di far sentire la propria voce per una giustizia che dovrebbe semplicemente essere la normalità», motiva la Cucchi Onlus. «Sono storie di giustizia negata. Hanno fatto sentire la loro voce e vogliamo contribuire alle battaglie che portano coraggiosamente avanti» – ha spiegato Ilaria – «La mia famiglia, da dieci lunghi anni, sa bene cosa vuol dire trovarsi davanti a muri da abbattere. Camminiamo insieme nella lotta per una giustizia che sia tale anche per gli ultimi: il velo può essere squarciato».

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...