Un lavoratore disperato si abbandona sui binari e blocca i treni. La sua storia è la fotografia dell’Italia peggiore: quella dei padroni e dei caporali.

Questa mattina alla stazione ferroviaria di Priverno-Fossanova, in provincia di Latina, un lavoratore di origini indiane ha occupato i binari. Si è rannicchiato a terra sconsolato e ha appoggiato la testa su una valigia vecchia.

Solo dietro le insistenze dei viaggiatori ha raccontato la sua storia. Un italiano parlato a stento, pochissime parole in effetti, ma tanto è bastato per capire cosa fosse accaduto.

Un uomo cercava di incoraggiarlo e, mentre riprendeva la scena con il cellulare, lo invitava a tirarsi su e ad allontanarsi da quei binari.  Cosa è successo? Lui lasciato qui. Ma lui chi? Il padrone. E chi era? Giovanni. Conosci il cognome? No. Avevi un contratto? No. Ti pagava? No. Che lavoro facevi? Mucca. Stalla. Da quanto tempo lavoravi lì? Due mesi.

E poi una frase compiuta: “Soldi, ho bisogno di soldi.

“Non solo cagnolini abbandonati – commentava allora l’uomo dietro la videocamera – queste sono persone abbandonate. Questo è un altro abbandono. Questo Paese è una tristezza, mannaggia er core.”

“Dai che troviamo un altro lavoro. Niente è perduto. Devi denunciare”: sono alcune delle voci registrate questo fuori campo della disperazione.

Adesso in tanti stanno rilanciando il video nella rete. Lo ha fatto Marco Omizzolo, sociologo, una delle anime della cooperativa InMigrazione, minacciato ripetutamente dalla criminalità per il suo impegno affianco dei braccianti indiani sfruttati nelle campagne di Latina. “Guardiamo questo video con attenzione, ascoltiamo la voce del lavoratore, guardiamo come riduciamo le persone. Questo è caporalato, sfruttamento, emarginazione, povertà indotta – denuncia Omizzolo – per arricchire i conti correnti del padrone, per permettergli di comprare nuove serre, nuove case e nuovi suv. Ci si può solo vergognare e mobilitarsi con tutta l’indignazione possibile e desiderio di cambiare questo stato di cose. Questa è ‘l’accoglienza del padrone’. Chi paga per questa condizione? Chi è il responsabile? Da che parte stiamo? Questo video è anche la risposta migliore a chi dice che cerchiamo ‘solo medaglie’, che diciamo ‘solo bugie’, che il caporalato e lo sfruttamento ‘sono casi isolati di poche persone’. Capita ogni giorno. Ogni giorno”.

Lo scempio va fermato.

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