Fabrizio Greco, morto in FCA, è l’ultimo disperato grido d’allarme. Si sciopera. Vogliamo sicurezza sul lavoro

Fabrizio Greco non aveva nemmeno 40 anni. Ha perso la vita ieri notte poco dopo le 3, schiacciato da uno stampo alle presse dello stabilimento FCA di Cassino.

Era stato da poco trasferito in quel reparto. I colleghi sono sotto choc, fuori dalla fabbrica. Dentro per ora solo magistrati e forze dell’ordine. Ancora una volta a cercare di capire il perché e il per come di una morte che non doveva avvenire.

“Un dramma così non può essere definito una fatalità, non si può e non si deve morire durante il lavoro.” – dichiarano le segreterie dei metalmeccanici tutte compatte. “Lo stabilimento si ferma per otto ore oggi” – e ammoniscono – la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro è un requisito e un diritto imprescindibile. Deve essere il pilastro portante del lavoro in tutto il Paese.”

Per Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom Cgil, “occorre fermarsi per il tempo che serve a dare solidarietà e per denunciare la guerra in cui ogni giorno muoiono lavoratori. Vogliamo sicurezza sul lavoro.”

Una richiesta più volte avanzata dalle tute blu di Piedimonte San Germano, dove lo scorso maggio era esplosa una bombola di azoto nel reparto a caldo.

L’ultima denuncia – che qui riportiamo – solo una settimana fa da parte di tre rappresentanti sindacali: «L’episodio gravissimo di quattro mesi fa è ancora senza un perché». Ci sono piccioni all’interno dei capannoni «Una vera e propria invasione, tanto che gli escrementi cadono sulle postazioni e, a volte, anche sulle linee. Il guano è pericoloso, può trasmettere malattie infettive, eppure gli operai sono costretti a maneggiare i contenitori dei materiali che si ricoprono di escrementi. Una cosa inaccettabile». Per quanto riguarda l’impianto di refrigerazione «I tubi di acqua fredda creano la condensa, che dagli aeratori spruzza acqua sui lavoratori e, cosa più grave, finisce anche sugli armadi elettrici e nei corridoi (dove il passaggio dei carrelli diventa a rischio di slittamento).  Abbiamo segnalato già un anno fa il problema e suggerito di coibentare i tubi, ma non è successo nulla. Per quanto riguarda la sicurezza dei carrellisti, chiediamo invece che si metta mano ad una seria manutenzione di quelli non a norma: gomme lisce, sedili e specchietti rotti, tendine mancanti e lampeggianti non funzionanti». «Abbiamo fatto presente tutto, ma nessuno ha risposto e, in particolare il fabbricato 7 risulta abbandonato a se stesso. Non solo: occorre vigilare affinché i mezzi che entrano nello stabilimento rispettino i limiti di velocità (30km/h) o che si accendano finalmente i lampioni esterni. In pratica, sono stati installati i pali, ma non c’è corrente. Abbiamo, infatti, un parcheggio da attraversare al buio e questo, all’alba e di sera, rappresenta un pericolo costante. Oltre all’eccessiva velocità delle auto, che non hanno dei dossi a frenare la corsa di chi crede che questo tratto di strada sia un autodromo». Infine, «Togliere un lavoratore a turno al capannone 14, che è adibito ai caricabatterie per carrelli, è molto rischioso. Altro che efficienza. Basti pensare che questo stabilimento alla fine del 2017 contava 4200 dipendenti. Oggi siamo 3700 ed entro la fine dell’anno saremo anche di meno. Ma il carico di lavoro, purtroppo resta immutato.”

Aggiornamento ore 11.00:

Incidenti lavoro: Landini, basta frasi e impegni di circostanza, ora fatti concreti 

Roma, 1 ottobre – “A nome mio e di tutta la Cgil, esprimo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi dell’operaio che ha perso la vita sul lavoro stanotte nello stabilimento Fca di Cassino”. Così il segretario generale, Maurizio Landini.

“Oggi – aggiunge il leader della Cgil – non servono davvero frasi e impegni di circostanza. Il governo ha finalmente avviato con i sindacati un confronto sul tema della sicurezza che adesso deve dare risposte ai lavoratori. Servono investimenti in formazione, prevenzione e controlli”.

“La magistratura – conclude Landini – appurerà cause e dinamiche di questa ennesima tragedia, ma il mondo del lavoro adesso pretende fatti concreti che evitino il ripetersi di simili drammi”.

Aggiornamento ore 11.27

Fca Cassino. Fabrizio Potetti (Fiom Roma e Lazio), infortunio mortale è tragedia enorme e inaccettabile 
“È morto stanotte in circostanze ancora da chiarire, schiacciato durante una manovra al reparto stampaggio a freddo. Fabrizio Greco era un operaio manutentore meccanico che lascia moglie e due figli. Il nostro pensiero va alla famiglia che vive una tragedia enorme e inaccettabile. Lo sciopero proclamato in solidarietà deve essere solo l’inizio di una riflessione generale sulle condizioni di lavoro, sui tempi di lavoro e su una crisi generale che è stata strumentalizzata dalle aziende e da una parte della politica per ridurre i diritti e la sicurezza sul lavoro di tante donne e uomini che tutti i giorni rischiano la vita per sopravvivere lavorando”.

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