Tra il dire e il fare

Pubblichiamo la lettera aperta dei ragazzi dei Fridays for Future di Bari, invitati nei giorni scorsi a intervenire sul palco della Fiera del Levante. Non lo facciamo per alimentare una polemica ma per offrire un freddo elenco delle cose concrete di cui, da oggi, sarà non si potrà più prescindere nel programmare un grande evento con il più basso impatto ambientale possibile

Gentilissimo dott. Alessandro Ambrosi,
alla fine della 83^ edizione della Fiera Del Levante ci sarebbe piaciuto poterLa ringraziare, ma non potremmo essere sinceri nel farlo. Anzi, siamo sicurissimi di non poterlo fare senza cadere a nostra volta nell’ipocrisia.

Sono tante le istituzioni che in questi ultimi mesi si sono avvicinate a noi, sostenendo di “sentire vicina la nostra causa”, d’altro canto… come non sentirla? Stiamo scendendo in piazza perché ormai è impossibile non sentire quanto il pianeta, non noi, ci sta urlando. E la colpa è proprio di chi ha la responsabilità di governare. Noi pretendiamo quindi che le parole siano riempite di contenuti, che la “vicinanza” si trasformi in “fare propria la causa” attuando azioni che dimostrino questo sentimento.
Poche sere fa ci è stato concesso uno spazio sul palco, insieme alla strepitosa coppia Toti e Tata, ma purtroppo, vogliamo ingenuamente pensare per mancanza di tempo, non abbiamo avuto modo di dire tutto quello che avremmo voluto dire, nonostante tutto fosse stato concordato.

Egregio presidente,
non le abbiamo potuto dire che lanciare un hashtag è una cosa di poco conto se non affiancato da azioni concrete, non le abbiamo potuto dire che i bidoni per la raccolta differenziata erano in una quantità così ridotta da essere quasi inesistenti; non le abbiamo potuto dire che non c’era un solo padiglione/bar/punto di ristoro plastic-free ma solo la presenza saltuaria di alcuni bicchieri compostabili monouso; non le abbiamo potuto dire che non c’era neanche una fontanella o un punto che permettesse di riempire nuovamente d’acqua le proprie borracce, se non uno in un padiglione, ma inserito per iniziativa privata di un espositore; non le abbiamo potuto dire che non c’era un solo padiglione che mostrasse e promuovesse alimenti sostitutivi alla carne; non le abbiamo potuto dire che vorremmo anche sapere quanta energia alternativa per tenere in piedi una manifestazione senza alcun risparmio sia stata utilizzata, ossia se la presenza dei pannelli fotovoltaici sul nuovo padiglione soddisfi l’intero fabbisogno della manifestazione; insomma non le abbiamo potuto dire che questa Fiera dal fatiscente animo ambientalista di ecosostenibile non aveva davvero nulla, e non sarebbe stata di certo la presenza del Fridays For Future Bari a rendere l’evento ecosostenibile.

Alla fine di questa esperienza, accolta da noi con entusiasmo, possiamo solo dire con certezza di essere stati strumentalizzati e ne siamo molto delusi e amareggiati.
Ci auguriamo, quindi, che anche l’anno prossimo, e quello dopo, e quello dopo ancora, il tema della tutela ambientale rimanga il protagonista della Fiera del Levante, ma che si trasformi urgentemente in protagonista attivo, senza più rimanere la scritta “non abbiamo un pianeta B” dietro i volantini, ma capace di cambiare la storia, e nel suo piccolo, forse anche la realtà dei baresi.

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