Immenso Don Ciotti

“Migranti, poveri e giovani sono i tre grandi esclusi della nostra società. Una società che non si cura dei giovani non si cura del proprio avvenire. La politica deve fare in modo che i ragazzi non se ne debbano andare lontano perché hanno voglia di portare il loro contributo al cambiamento.”

Così il presidente dell’associazione Libera, nomi e numeri contro le mafie. Alle Giornate del Lavoro della Cgil, in corso a Lecce, don Luigi Ciotti interviene in un dibattito con le associazioni imprenditoriali e con Maurizio Landini ed emoziona la platea. “Mi sono diplomato in telefonia e telegrafia, nell’infanzia, però, ho sempre vissuto nei cantieri edili. Quando ci siamo trasferiti a Torino, siamo andati a vivere in una baracca in un cantiere. E solo per quello venivo etichettato. Quindi non chiamatemi ospite, sono un umile compagno di viaggio e di lotta per la libertà e la dignità delle persone. Dobbiamo diventare tutti e di più lottatori per la vita.”

“Basta fare della legalità un titolo o una bandiera che tutti usano. Dobbiamo pronunciare questa parola nel modo giusto e riposizionare questa bandiera correttamente: le leggi devono servire per costruire giustizia.”

“La parola che vorrei gridare forte a questo Paese è: urgenza. Non è uno slogan. Io lo sento. Lo vedo. Solo unendo le forze degli onesti ci può essere un cambiamento.”

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