Buonanotte ai frenatori

La Cgil è un treno in corsa, un Freccia Rossa dove non ci sono mai stati prima e seconda classe. Un treno capace di viaggiare in lungo e largo per tutta la penisola, raggiunge le grandi città metropolitane e i piccoli paesi delle comunità montane. Corre sui binari dell’alta velocità come su quelli destinati ai pendolari e la tessera la paghi a seconda di quanto guadagni.
di Lorenzo Serio


La Cgil è un treno in corsa che in tanti hanno provato a frenare. Ci ha provato la politica in diverse stagioni della nostra storia recente inventando leggi e leggine sconnesse e sfilando traversine importanti dai binari dei diritti, ci hanno provato e ci provano i padroni rovesciando i tavoli del confronto e rigettando gli accordi, ci ha provato una certa informazione pilotata raccontando un sindacato residuo del secolo scorso. Ma la Cgil è sempre qui, da più di cento anni e si presenta qui a Lecce per le Giornate del Lavoro più forte e determinata che mai.
Il treno della Cgil oggi si muove su tre binari non tradizionali e non scontati, sperimenta nuove soluzioni, perfeziona l’assetto.

Primo binario: Rinnovo dei gruppi dirigenti
Sei delle undici categorie con cui la Cgil organizza i suoi lavoratori attivi sono guidate da segretari generali quarantenni. E quarantenni sono alla guida anche di moltissime Camere del Lavoro, grandi e piccole, in tutta Italia. Tante sono le donne, non solo nella segreteria confederale espressione di un perfetto equilibrio di genere, ma ormai anche in tutte le categorie e nei territori, al Nord come al Sud, le donne assumono ruoli direttivi e decisivi. Un indirizzo importante che coinvolge anche i tanti lavoratori stranieri che si sono stabiliti nel nostro Paese e concorrono ad assumere responsabiltà importanti in questa organizzazione. Nel corso dell’ultimo congresso si è raccontata una Cgil spaccata dalle correnti e balcanizzata dal conflitto interno, qualche commentatore prospettava (auspicava?) scissioni. Niente di più falso. Le diverse sensibilità dei gruppi dirigenti convivono fruttuosamente nel più grande sindacato confederale europeo. Come del resto nei luoghi di lavoro e nelle leghe dei pensionati tra i 5 milioni e mezzo di tesserati. Finito il congresso resta la Cgil. Se per altri la cooptazione politica nei gruppi dirigenti resta l’unica opzione in campo, nella Cgil di oggi prevale la competenza, la passione, l’impegno e la partecipazione. La politica prenda esempio.

Secondo binario: Brigate del Lavoro
Sono i nuovi partigiani dei diritti, li puoi vedere nei campi a combattere il caporalato o sulle spiagge contro lo sfruttamento dei lavoretti stagionali; sono lavoratori e funzionari che si presentano all’alba nei luoghi della compravendita di braccia e nei cantieri del massimo ribasso, sono a caccia di diritti e dignità nella giungla delle false cooperative; sono studenti e pensionati insieme al lavoro nei beni confiscati alle mafie; sono il servizio d’ordine delle nostre manifestazioni e sono nelle piazze delle nostre periferie a presidiare il territorio dalla violenza fascista e razzista. Nessuna mediazione al ribasso, mai un passo indietro.

Terzo binario: Cgil baricentro della società civile
Il sindacato dei diritti non è mai stato solo uno slogan a uso e consumo di una stagione politica. Non esiste oggi in Italia battaglia civile, rivendicazione sociale, movimento territoriale che non veda la Cgil protagonista. Dalle lotte per i diritti delle donne agli scioperi per il clima, al fianco dei migranti contro le discriminazioni e il razzismo; per la Costituzione tenendo vivi i valori della Resistenza; nelle periferie e nei ghetti come nelle zone iper produttive del paese; nelle ferriere dell’800 o tra i robot 4.0; senza mai accodarsi, senza inseguire ma con le sue istanze e con la sua peculiare visione del mondo, originale, capace di interpretare il presente e organizzare il futuro.

Questo è il treno della Cgil che ho visto arrivare nella piccola stazione di Lecce e che si appresta a incontrare mezzo governo, Presidente del consiglio incluso, altroché disintermediazione. Politici, giornalisti e commentatori, professori, società civile, antimafia, ceti produttivi. Tutti qui nel profondissimo Sud ad annusare questo popolo forte, coeso, responsabile.
E un treno in corsa si sa, non si può fermare, e buonanotte ai frenatori.

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