Liberate loro, prendete noi

Alessandro Metz, armatore della Mare Jonio, commenta l’ultima mossa del perdente cattivo e cattivista: sequestro e sanzione. Ma va bene. Abbiamo vinto comunque. Loro sono liberi dalle torture e dalla violenza, a terra e lontani dal mare di paura. Ne valeva la pena? 98 persone, 300.000 euro di sanzione, praticamente 3000 euro a persona, poche migliaia di euro a vita umana. Sì, ne varrà sempre la pena. Equipaggi di mare e di terra preparatevi a ripartire presto.

Come un pessimo giocatore che all’ultimo secondo di gioco ti fa il fallo da dietro, quello del perdente. Quello cattivo, per fare male.
Il sequestro della Mare Jonio e una sanzione di 300.000 euro, la vigliacca risposta di chi ha perso la partita. Ieri abbiamo concluso il salvataggio effettuato il 28 agosto, finalmente anche le ultime persone ancora a bordo della Mare Jonio sono riuscite a sbarcare e hanno potuto trovare il loro Porto Sicuro. Evacuate da una motovedetta della Guardia Costiera dopo che l’ispezione della Sanità Marittima aveva prodotto una relazione evidenziando la necessità di uno sbarco. Evacuazione avvenuta in acque internazionali, a 13 miglia da Lampedusa, dove il Governo aveva tenuto in sospeso quelle persone vietando l’ingresso in acque territoriali alla Mare Jonio.

“Passaggio non inoffensivo”.

98 persone, bambini e bambine, tanti, tante, su un gommone in avaria da 48 ore in mezzo al Mediterraneo. Per tutti e tutte violenza e torture alle spalle, i corpi parlano attraverso le cicatrici, anche dei bambini. Quella più forte però, e non solo perché maggiormente recente, non si vede sulla pelle, ma è profonda e continua a scavare dentro. Nella notte di fuga dalla Libia l’onda colpisce e uccide, 6 persone non riescono a risalire e muoiono affogati. Ai sopravvissuti l’eco delle grida, di amico o parente, a urlare ancora e ancora; e la paura del mare, delle onde, di morire affogati.
Proprio per quelle paure i cinque giorni di stand off sulla Mare Jonio, impediti allo sbarco, sono stati una violenza ulteriore e inutile, cattiva, a cui sono stati costretti. Tenuti in ostaggio da una piccola e misera politica italiana.
A un certo punto avevo anche proposto uno scambio di liberi per la libertà degli ostaggi, avevo detto prendete noi, ma lasciate in pace loro, hanno già visto e sopportato più di quello che umanamente è sopportabile.

Ieri “On a Gagnè”, abbiamo vinto, anche l’ultimo piede sospeso ha potuto toccare terra, finalmente salvo. Ma il pessimo giocatore non sopporta la sconfitta, all’ultimo secondo il fallo da dietro, quello cattivo.
La Mare Jonio, in acque internazionali, riceve il via libera da parte della Guardia Costiera, venuto meno il “pericolo” di 98 umani che avevamo salvato in mezzo al mare, di poter entrare a Lampedusa. Siamo a sera, si concretizzano le procedure necessarie all’ingresso, a terra si attende l’equipaggio di mare. La nave alla fonda, a pochi metri dall’ingresso del porto. Poco prima di mezzanotte la Guardia di Finanza sale a bordo, porta il sequestro e la sanzione: 300.000 euro di sanzione amministrativa. Violazione del divieto di ingresso in acque territoriali
Che l’autorizzazione all’ingresso sia arrivata dalla Guardia Costiera e la sanzione attraverso la Guardia di Finanza è solo uno dei tanti segni dell’impazzimento della politica di questi giorni. Sgambetto tra ministri. Colpi bassi tra istituzioni. Odio verso l’umanità. Il tentativo del colpo mortale a Mediterranea da parte di chi ha l’ultimo colpo da sparare.
Probabilmente tutto questo e molto altro nelle motivazioni recondite, i nostri legali invece troveranno il modo di fare emergere la responsabilità, le responsabilità, gli abusi e il potere della decisione.

A noi la sanzione e la colpa. 
Ho avuto modo di dirlo e lo ripeto, liberate loro e prendete noi.

Loro sono liberi, dalle torture e dalla violenza, a terra e lontani dal mare di paura.
Per questo abbiamo vinto, comunque.
Ne valeva la pena?
98 persone, 300.000 euro di sanzione, praticamente 3000 euro a persona, poche migliaia di euro a vita umana.
Mohammed, 8 anni, vale 3000 euro? Gilbert ne ha 25 di anni, i 3000 euro li vale? E Shakira che ha 5 anni o Ester che ne ha 24? 
A Patrick però, che di anni ne ha sei, mancano due dita, può capitare nel suo Paese di origine di passare nel mezzo di uno scontro a fuoco tra milizie. Li vale i soldi che ci chiedete per la colpa di averli salvati?

Evidentemente sì, assolutamente sì. Per noi sì.
Proprio per questo noi stiamo con chi salta e ride gridando “vive la libertè“, alla notizia che verrà sbarcato e non riportato in Libia, e non con chi esprime le proprie passioni tristi attraverso il sequestro e la sanzione a Mediterranea Saving Humans
E allora lo ribadisco.
Prendete noi, ma sappiate che siamo veramente tante e tanti e ci piace un sacco chi esprime gioia per una libertà strappata e conquistata e finalmente ottenuta. Per questo non saremo mai come voi e prima possibile torneremo in mare, perché è là che riteniamo giusto essere.
E possiamo farlo solo assieme, equipaggi di mare e di terra. Con il sostegno di tanti e tante.

Anche i lettori del blog ilfuturoe possono aiutare Mediterranea a continuare: https://mediterranearescue.org/dona/

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