Eppur si muore nei campi sotto il sole

Chissà se di Pasquale Fusco conosceremo il volto felice come è stato per Paola Clemente e se ci resterà una foto diversa da quelle che accompagnano la notizia dell’ennesima morte nei campi: forze dell’ordine operative e braccianti che si asciugano il sudore dalla fronte. Pasquale e Paola: un uomo, una donna, un lavoro disumano e la stessa fine ingiusta e crudele.

Lo abbiamo saputo solo ieri ma Paquale ha perso la vita mercoledì scorso di caldo e fatica mentre raccoglieva meloni nei campi di Varcaturo, nel napoletano. Proprio come Paola, che quattro anni fa se ne andò in un’estate caldissima mentre era intenta nell’estenuante acinellatura dell’uva nelle campagne foggiane, Pasquale guadagnava pochissimi euro l’ora e si alzava alle 3 del mattino pur di portarli a casa. Era un lavoratore in nero, un invisibile delle nostre terre e delle nostre tavole.

“La tragedia che si è consumata a Varcaturo riporta drammaticamente all’attenzione la condizione di tanti braccianti, italiani ed extracomunitari, impegnati nei campi che continuano a essere sfruttati e sottopagati. – ha denunciato la Cgil – In centinaia, alle prime luci dell’alba, si ritrovano nelle rotonde alla ricerca di qualche ora di lavoro precario a condizioni economiche mortificanti.”

Paola e Pasquale: due vittime dello sfruttamento e dell’illegalità. Paola, però, è anche il simbolo di un cambiamento possibile. Fu dopo la sua morte che ci fu una scossa politica e che la legge contro il caporalato, fortemente voluta dal sindacato, venne finalmente approvata. Nei discorsi istituzionali che seguirono, il nome di quella donna di 49 anni strappata troppo presto alla vita e alla famiglia fu invocato più volte.

Sono le ore in cui si decide un nuovo governo. Il presidente del Consiglio incaricato Conte lo ha definito una governo di novità. Noi diciamo che il segno della discontinuità – se discontinuità sarà – dovrà affermare il passaggio dal lavoro sfruttato e senza diritti al lavoro dignitoso e di qualità. “Anche quest’estate siamo stati in campo con il sindacato di strada. – hanno dichiarato il segretario generale della Cgil Napoli Walter Schiavella e Giuseppe Carotenuto, alla guida della Flai Cgil Napoli e Campania – Chiediamo al nuovo Governo di mettere tra le priorità la riapertura di un tavolo per la piena applicazione della legge 199, mettendo in campo azioni strutturali di contrasto e prevenzione di questi fenomeni”.

Noi che animiamo questo blog sentiamo, però, anche che in fondo tutto questo non basta. Che in questo bisogno che c’è di dare subito un’impronta e un nome ai governi, “novità” e “discontinuità” non sono abbastanza. In fondo c’è una sola parola che servirebbe sempre e ovunque e che è così grande da fare di sicuro la differenza: umanità. Perché umanità è una parola che abbraccia tutti, chi lavora a schiena china la terra e chi solca carico di speranze il mare. Serve un lavoro umano. Serve un governo di umanità.

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