Torniamo umani

Le immagini del trasbordo dei 64 profughi recuperati da un gommone alla deriva e messi in salvo dalla Mar Jonio, impongono una considerazione: questo anno e mezzo di governo del cambiamento che si è appena concluso ha prodotto uno dei più grandi abomini in termini di produzione legislativa, quello che passa col nome di Decreto sicurezza. Un intervento di Giuseppe Massafra, segretario nazionale della Cgil

Una legge voluta contro i poveri, contro i più vulnerabili, contro l’essere umano nella sua accezione valoriale. Una legge che è stata emanata con l’unico scopo di alimentare una narrazione xenofoba utile a distogliere l’attenzione dai veri problemi che affliggono il Paese. Una legge che non risponde ai propositi che l’hanno titolata, ma che è servita come propaganda per costruire consenso trasformando disagio in paura e poi paura in odio.
Le condizioni in cui, per effetto del decreto Salvini, sono state costrette a sbarcare bambini, donne incinte, persone malate, dalla nave battente bandiera italiana ieri sera, sono le stesse in cui si sono trovate quelle della Open Arms qualche giorno fa, della Viking, della Sea Watch, della Diciotti. Condizioni pericolose e irragionevoli che acuiscono una disperazione già consolidata dalla pericolosa traversata in mare, dalle torture dei lager libici, dall’attraversamento del deserto, dalle violenze di ogni genere subite da quasi tutti coloro che decidono di partire per cercare vita altrove.

Queste immagini, oggi, nel pieno della costruzione di una maggioranza parlamentare che dia vita ad un nuovo governo, sono il vero monito che evidenzia ciò che serve per tratteggiare una vera discontinuità con quanto è accaduto finora. Non può essere la figura del premier, non può essere l’etichetta con la quale viene definita questa nuova maggioranza e neanche la composizione della squadra di governo che sancirà il passaggio dal “governo del cambiamento” al “governo delle novità”.

La prima e più importante azione da fare per svoltare è quella di riconsegnare al Paese l’umanità che gli è stata scippata in questi mesi, abrogando una legge tanto inutile quanto ingiusta.

Intanto sulla nave di Mediterranea, che ospita ancora 34 naufraghi, è scoppiata l’emergenza igienico-sanitaria. Non c’è più acqua dolce negli impianti, equipaggio e migranti sono costretti a lavarsi con le bottiglie di acqua minerale. Non è possibile effettuare la pulizia del ponte, delle stoviglie, della lavanderia. Si registrano i primi casi di scabbia. Nelle ultime ore, il comandante dell’imbarcazione della onlus Mediterranea ha inviato una mail alla Capitaneria di porto e alle altre autorità competenti per la sanità marittima:

“Con la presente segnaliamo la criticità igienico sanitaria a bordo della nave Mare Jonio, particolarmente evidente da quando abbiamo effettuato il soccorso in acque internazionali di un rubber boat in distress con 98 naufraghi. […] Abbiamo rifiuti di otto giorni di navigazione, incrementati in maniera significativa, per la presenza degli indumenti tolti ai naufraghi impregnati di benzina e di deiezioni”. Gli abiti in questione, tolti ai naufraghi non appena saliti a bordo per evitare di drammatizzare le ustioni sono ora stoccati a prua all’interno di una decina di sacchi neri insieme a tutta l’altra spazzatura.
A ciò si aggiunge l’assenza di acqua lavanda da circa due giorni per guasto tecnico alla pompa dell’impianto idrico, problema non risolvibile con l’invio di bottiglie d’acqua. Ritieniamo pertanto che per la tutela della salute dell’equipaggio, del personale di bordo e dei naufraghi, data, in queste condizioni, la possibile diffusione di malattie comunitarie come ad esempio la scabbia sia necessario ed urgente l’approdo in porto. In subordine chiediamo il trasferimento a terra immediato dei 34 naufraghi presenti a bordo”.

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