Cosa c’è dietro un click

Apparentemente sono tutte uguali; sul display dello smartphone o sullo schermo del pc, basta un click per diventare un  “consumatore digitale”. Cosa si cela dietro questo nuovo modello di economia, etichettato con il nome di “platform economy”? Massimo Mensi, presidente di Apiqa, ci ricorda che anche se spesso quando si dibatte di piattaforme, la  parola “lavoro” scompare, non devono scomparire mai le persone, lavoratrici e lavoratori.

Abbiamo le cosiddette piattaforme di micro attività (microtask platform) che sono basate sulla parcellizzazione della prestazione lavorativa. Ad esempio: Mechanical Turk. Altre sono “a base geografica locale” (Local based platform) i cui servizi sono erogati su un perimetro geografico ben identificabile, ad esempio Deliveroo, JustEat, EasyFeel, Yougenio. Ci sono poi le Contest based platform basate invece su un meccanismo simile a un bando di gara (il contest), ad esempio Buglab. E infine le Freelance platform che sono invece piattaforme i cui prestatori di servizio registrati sono liberi professionisti (freelance), ad esempio Upwork.

Tali suddivisioni è bene ricordare, sono sempre etichette semantiche e non corrispondono a situazioni oggettive univoche. Lo evidenzio, perché dobbiamo prestare attenzione al “potere della parola”: quando si dibatte di piattaforme, spesso la  parola “lavoro” scompare, facendo scomparire dietro di sé le persone, lavoratrici e lavoratori.

Il lavoratore della Gig economy non è più un prestatore di lavoro, ma è un rider, un driver oppure un mturker, in taluni casi anche un animale: “coniglio”. Rabbit, è infatti la definizione impressa ad esempio dalla piattaforma Task Rabbit, che utilizza come claim “The convenient & affordable way to get things done around the home”  (il modo più conveniente per sbrigare le faccende in casa).[1]

In realtà le piattaforme, a parere di chi scrive, ripropongono concetti ben noti al mondo sindacale, indossando “abiti nuovi”: il capitalismo, seppur digitale, rimane sempre quel sistema economico-sociale che è caratterizzato dalla proprietà privata dei mezzi di produzione e dalla separazione tra la classe dei capitalisti-proprietari e quella dei lavoratori.

È utile ricordare che le app sono di proprietà di organizzazioni fatte da persone in carne e ossa, così come sono altrettanto veri i lavoratori e le lavoratrici, siano essi i riders di JustEat che ci consegnano il cibo o i cleaner di Easyfeel: dietro una app, su una piattaforma, ci sono dei lavoratori che hanno dei diritti.

A livello internazionale vale la pena citare Faircrowdwork.org che nel corso del 2016 ha visto la nascita della dichiarazione di Francoforte sul lavoro delle Economie di Piattaforma. Uno degli attori più attivi è stato Six Silberman, ricercatore statunitense e oggi sindacalista per la IGMetall.

Faircrowdwork è un network di Sindacati Europei e del Nord America, con alcune confederazioni sindacali e organizzazioni di lavoratori e alcune piattaforme con un obiettivo comune: regolare il rapporto di lavoro di piattaforma e assicurare dei diritti ai lavoratori e lavoratrici.

Nel Nord America, invece, è nato un sindacato ad hoc, freelancersunion che organizza forme di mutualità endo-categoriali di tipo previdenziale privato e di tipo assistenziale tecnico-legale. Ciò si basa su iniziative sindacali in senso stretto e di rappresentanza degli interessi.

Leggendo la documentazione online, esso si prefigura come una organizzazione fortemente orientata sull’individuo, elemento che ne rappresenta un tallone di Achille, ponendosi in antitesi, ad esempio, di ciò che la CGIL vuole praticare: inclusività e collettività.

CGIL, molto concretamente, ha già dato prova di essere pronta: nel CCNL  contratto nazionale Logistica, Trasporto Merci e Spedizione grazie anche all’azione di FILT CGIL è stata inserita una figura specifica, così come più recentemente è stata promossa una campagna nazionale denominata #NoEasyRiders, con il coinvolgimento di FILCAMS, FILT e NiDIL, in otto città italiane, per affrontare la condizione lavorativa dei ciclofattorini e costruire insieme a loro, che ogni giorno consegnano il cibo a domicilio a bordo dei loro mezzi, un futuro di dignità, diritti, tutele e sicurezza.


[1]     Recentemente è stato modificato in Tasker.

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