Oops, Foxconn did it again

Ricordate Foxconn, il più grande produttore di dispositivi elettronici al mondo, con oltre un milione di dipendenti, finito nell’occhio del ciclone a partire dal 2010 per gli innumerevoli suicidi causati dallo stress da iperlavoro e dalle cattive condizioni per i lavoratori? La società cinese, dai cui stabilimenti escono fuori telefoni e tablet Apple – ma non solo – sembra essere ricaduta nelle consuetudini di sfruttamento. È finita nel mirino di China Labor Watch per aver costretto alle linee centinaia di studenti, oltre l’orario di lavoro, per produrre i dispositivi Alexa, gli assistenti vocali di Amazon, in uno dei suoi stabilimenti nella Repubblica popolare.

Come riportato sul sito dell’associazione in difesa dei diritti dei lavoratori, si tratta di un migliaio di studenti tra i 16 e i 18 anni, impiegati come stagisti nello stabilimento cinese Foxconn di Hengyang, nella provincia di Hunan.

Reclutati nelle scuole e accompagnati dai professori, venivano impiegati per oltre 10 ore al giorno, per sei giorni alla settimana, per il raggiungimento di un obiettivo di produzione pari al 15% degli standard dello stabilimento. Come denunciato da alcuni di loro, se si rivolgevano ai propri insegnanti per chiedere ritmi più umani, venivano minacciati di essere mandati a casa e perdere lo stage, con conseguenze negative sui risultati scolastici. Constatata anche la complicità dei docenti, pagati dalla multinazionale per sorvegliare gli studenti alle linee e nei dormitori della fabbrica.

Secondo l’inchiesta di China Labor Watch, pubblicata nei giorni scorsi dal Guardian, lo sfruttamento degli studenti si rivela strategico nei momenti di massima produzione per ovviare alla carenza di personale e per risparmiare, visto che gli stagisti vengono trattati come normali dipendenti, ma pagati il corrispettivo di 2 euro l’ora.
Nel 2017, Amazon e Foxconn avevano stretto un accordo per aggiungere 15 nuove linee di produzione e assumere centinaia di lavoratori per accelerare la produzione dei lettori di ebook Kindle e degli assistenti vocali Echo e Echo Dot. Il negozio virtuale di Jeff Bezos dichiara di non accettare violazioni del codice comportamentale imposto ai fornitori, ma si tratta di un’affermazione piuttosto ipocrita, visto che senza aprire le porte degli opifici agli ispettori internazionali, non sarà possibile garantire migliori condizioni ai lavoratori

Secondo le leggi cinesi, impiegare nelle fabbriche ragazzi sopra i 16 anni è consentito per brevi periodi per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro. La legge impone che gli studenti siano pagati e vieta che lavorino di notte o fuori dall’orario normale che, nello stabilimento di Hengyang, avrebbe dovuto essere di 40 ore settimanali distribuite su 5 giorni.

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