Fine di un governo maschilista

Chi ha condotto i giochi dell’ultimo esecutivo? Chi ne ha saldamente tenuto in mano le redini? Quali sono stati gli stereotipi veicolati? Un’accozzaglia di simboli che poco hanno a che vedere con i tempi che viviamo: coroncine di rosario, donne confinate nella sfera domestica, drastiche limitazioni al concetto di famiglia. Una breve riflessione di Lara Ghiglione, segretaria generale della camera del lavoro spezzina

Dal Ddl Pillon, al ruolo della donna all’interno della famiglia tradizionale, al tentativo di messa in discussione dell’autodeterminazione, alla crisi di governo anch’essa giocata (è proprio il caso di dirlo) totalmente da figure maschili: Conte, Salvini, Di Maio, Renzi, Mattarella.

Con le donne di contorno che al massimo possono aspirare al ruolo di cheerleaders. Spesso scelte proprio dagli stessi suddetti protagonisti, probabilmente con il tacito accorto che quello è il massimo a cui aspirare se si vuole far parte dei listini blindati.

Penso che oltre alla doverosa e sacrosanta battaglia per i diritti e per non vederci sottrarre conquiste di civiltà, dovremmo iniziare a pretendere di più.
A guardare ad una politica e a istituzioni veramente più paritarie nella sostanza e non solo nella forma.

Per come sono andate le cose fare peggio di questi maschi al comando sarebbe davvero molto difficile.

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