Riprendiamoci il nostro tempo

Luca Cioffi è uno dei dirigenti sindacali più giovani della nostra organizzazione. Ricopre la carica di segretario organizzativo alla Camera del lavoro di Avellino. Vogliamo condividere una sua riflessione sul tempo che passa. Tempo che per noi non sembra mai essere quello giusto. Sempre troppo giovani perché non sembra mai arrivare il momento delle certezze lavorative ed affettive. Una generazione di perenni immaturi, come se fosse l’età la colpa che ci portiamo incollata addosso.

– Mi sento vecchio
– Sei troppo giovane
– Devi fare esperienza
– È troppo presto
– È troppo tardi
– Tenimm n’età
– Quando avremo un lavoro…

La mia generazione è incastrata in un limbo fra una gioventù che non ci si scrolla di dosso e la definizione di adulto che non arriva mai. La pensione come sogno e l’incertezza come costante. È sempre il tempo sbagliato per la cosa giusta.

Ho 24 anni. Non so cosa significhi. Mi cucino da solo da 9 anni. Vivo da solo da 5. Riesco ad essere operativo dalle 8 a mezzanotte, ma i postumi sono peggiori di quando avevo 16 anni. Mi piace fare le cazzate, ma ho bisogno dei miei momenti e spazi di serenità. Mi sono sempre messo in gioco e ho sempre ritenuto lo studio un qualcosa di imprescindibile per ogni sfida che dovessi affrontare. Mi piace prendere una birra con gli amici, ma anche stare sul divano a vedere un film. Sono meno socievole di 5 anni fa, ma ho più bisogno di contaminarmi con gli altri.

Sono sempre stato troppo giovane. Lo ero a 15 anni per candidarmi per la prima volta a rappresentante di istituto. Lo ero a 16 per pretendere spazi di aggregazione occupando una piazza della città. Lo ero a 17 per partecipare a tavoli sul diritto allo studio con il ministro dell’istruzione. Lo ero a 19 per andare a vivere da solo. Lo ero a 21 per pretendere con altri ragazzi di gestire uno spazio di aggregazione. Lo ero a 23 per essere un dirigente sindacale.

Sono troppo giovane per avere la possibilità di immaginarmi da qui a 5 anni. Sono troppo giovane per avere il potere di decidere sulla mia vita. Sono troppo giovane per avere la certezza di una stabilità.

E quindi ci piace vederci vecchi. Perché vecchio è sicuro. Vecchio è saggio. Vecchio è stabile. Ci piace sentirci vecchi perché ci dà sicurezza e ci distingue dai più giovani. Ci piace vederci vecchi perché probabilmente quando non saremo più troppo giovani sarà troppo tardi.

Riprendiamoci il nostro tempo. La nostra età non può essere una colpa. Non è la nostra età a fare schifo, ma il tempo che ci hanno lasciato. Io voglio i miei 24 anni, ma voglio diritti, lavoro, stabilità, certezze, prospettive. Voglio il pane, ma anche le rose. Fin quando dovremo scegliere dobbiamo continuare a lottare per un mondo più giusto.

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