Ragazzi sfortunati

Questa sera a Cerveteri Jovanotti si esibirà nel Jova Beach Party. Musica allegra e piedi nella sabbia per una delle tante tappe del suo tour estivo. Un viaggio lungo le spiagge italiane che promette di fare del rispetto dell’ambiente una delle sue bandiere. Ma come? Grazie al lavoro (non retribuito) di volontari arruolati per tenere puliti gli spazi dalle 8 mattino fino a fine concerto.  16 ore in cambio di un accesso gratuito, qualche gadget e i pasti.

La tourneé di Lorenzo Cherubini è iniziata lo scorso 6 luglio a Lignano Sabbiadoro e proseguirà fino al 28 agosto. E visto che il mare è vicino uno degli obiettivi è sensibilizzare l’opinione pubblica sul consumo eccessivo della plastica, una delle principali emergenze ambientali del pianeta.

Peccato che per combattere il nemico si dimentichi un’altra emergenza: quella dell’occupazione giovanile, avallando l’idea che il lavoro in fondo i giovani lo possano barattare con un po’ di musica e un panino. Che poi i volontari – arruolati attraverso il comune, come nel caso di Cerveteri, o attraverso la società Coop Erica – si presenteranno vestiti di blu e si chiameranno Beach Angels, angeli della spiaggia.

Pare l’ennesima situazione che contrappone ambiente e lavoro e che arriva, addirittura, in questo caso, a trasformare lavoratori in fantomatici ed eterei esseri alati, leggeri come le loro inesistenti paghe con buona pace della Costituzione e di quegli articoli che non solo stabiliscono il diritto al lavoro ma anche a una retribuzione  che sia a esso proporzionata in qualità e quantità.

Sul sito della cooperativa Erica – che peraltro dà la precedenza ai soci Coop evidentemente considerati più fortunati di altri – si legge: “Il tuo impegno sarà di presidiare i contenitori della raccolta differenziata dislocati sull’area dell’evento e informare le persone su come fare bene la raccolta differenziata: verrai formato e coordinato dallo staff preposto e dovrai garantire la tua presenza e collaborazione alle mansioni indicate per tutta la durata dell’evento.”

Se non è lavoro questo!

E intanto c’è già chi si fa due conti: per un biglietto venduto tra i 150 e i 200 euro, c’è un volontario che lavora gratis e magari un ragazzo della vigilanza che prende 6 euro l’ora e paga 5 euro una bottiglietta d’acqua.

Gli organizzatori si giustificano: Non siamo gli unici. Non è la prima volta.

Noi speriamo che sia l’ultima.

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