Tutte le bugie di Salvini & co.

E tutti i motivi per cui diciamo no al decreto sicurezza bis a prova di fact-checking

Da quando c’è lui i migranti morti in mare sono diminuiti

BUGIA. Secondo il Ministro degli Interni Matteo Salvini, grazie ai suoi decreti e alle sue direttive, nel corso dei primi cinque mesi dell’anno sono stati rinvenuti solo due corpi (dichiarazione rilasciata durante la puntata di Coffee Break la7 dello scorso 20 maggio 2019). La realtà quotidiana smentisce una simile affermazione. Per l’Organizzazione internazionale delle Migrazioni il Mar Mediterraneo è la rotta più pericolosa al mondo (Rapporto OIM Fatal Journeys 4). Carlotta Sami, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, denuncia che nel 2019 sono diminuiti gli sbarchi (-93%) ma nella traversata è morta una persona su tre. Gli ultimi corpi ritrovati sono quelli del naufragio avvenuto a largo della Tunisia lo scorso 1 luglio: 72 cadaveri rinvenuti a largo di Zarzis. Erano migranti partiti dalla Libia.

DICIAMO NO: perché siamo umani

Da quando c’è lui i porti sono chiusi

BUGIA. Gli sbarchi sono diminuiti ma proseguiti ininterrottamente. Il Ministro degli Interni agita lo slogan “porti chiusi” solo davanti alle navi delle organizzazioni non governative. Assistiamo, in realtà, al fenomeno degli “sbarchi fantasma”, quelli che ci sono ma non si vedono, perché non sono utili alla propaganda politica e alimentano i traffici degli scafisti. La dimostrazione? L’hotspot di Lampedusa: ha una capienza di 97 posti, dentro ci sono oltre 200 migranti.

DICIAMO NO: perché restiamo umani

Lui può chiudere i porti quando vuole e a chi vuole

BUGIA. La competenza di autorizzare l’entrata di una nave in un porto italiano è del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Per questa ragione l’articolo 1 del decreto sicurezza bis solleva un conflitto. Conflitto di competenze aperto anche con la magistratura perché lo stesso articolo stabilisce che il Ministro dell’Interno “può limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale” per ragioni di ordine e sicurezza, ovvero quando si presuppone che sia stato violato il testo unico sull’immigrazione e, in particolare, si sia compiuto il reato di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Tale reato è di ordine penale ed è quindi compito delle procure e del Ministero della Giustizia aprire un’indagine per un’ipotesi del genere.

DICIAMO NO: perché crediamo nella separazione dei poteri, uno dei principi cardine della democrazia

C’è solo un “capitano”

BUGIA. E per fortuna! I comandanti delle navi a cui viene intimato di condurre i migranti che hanno soccorso in mare in porti non sicuri come la Libia hanno la responsabilità di valutare la situazione nella quale si trovano e quale sia la scelta migliore per garantire la sicurezza e la salvaguardia della vita umana in mare. Lo stabilisce la Convenzione SAR. Le direttive emanate dal Viminale nei mesi scorsi contrastano con questo principio poiché obbligano le navi umanitarie ad attenersi alle indicazioni date dalla guardia costiera libica.

DICIAMO NO: perché rispettiamo il diritto internazionale e sosteniamo l’azione di comandanti come Carola Rackete e Pietro Marrone, di navi umanitarie come la Sea Watch 3 e Mare Jonio

La presenza di ONG e navi umanitarie in mare alimenta il fenomeno migratorio

BUGIA. Le migrazioni sono una costante della storia dell’umanità. Carestie, guerre, cambiamenti climatici, povertà estrema, presenza di regimi autoritari sono solo alcuni dei motivi che spingono le persone a spostarsi in cerca di salvezza o di una vita migliore. Le Nazioni Unite hanno ripetutamente condannato la campagna anti-Ong condotta dall’attuale governo italiano: “Esse dovrebbero poter riprendere a svolgere questo compito vitale (soccorso e salvataggio) e si dovrebbe istituire con urgenza un meccanismo di sbarco temporaneo che consenta una condivisione di responsabilità a livello europeo”. Il decreto sicurezza bis (articolo 2) prevede una sanzione che va da un minimo di diecimila euro a un massimo di cinquantamila euro per il comandante, l’armatore e il proprietario della nave “in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane”. Come sanzione aggiuntiva è previsto anche il sequestro della nave. Secondo un emendamento proposto dalla Lega e condiviso anche dal Movimento 5 Stelle le multe posso salire fino a 1 milione di euro.

DICIAMO NO: perché la solidarietà non è mai un reato

DITE NO INSIEME A NOI: ritroviamoci questo pomeriggio alle 16.00 in Piazza Montecitorio a Roma con la Rete Restiamo Umani

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