Andiamo Avanti (Pop!) nonostante tutto…

È un periodo complicato per chi ha deciso di dedicarsi ai problemi delle altre persone. Tutte. Soprattutto degli ultimi. Per chi opera pensando che la solidarietà e il rispetto delle diversità siano valori assoluti. Per chi si è dovuto abituare a essere definito zecca rossa, buonista, comunista con il rolex. E tanti altri nomignoli più o meno volgari, più o meno aggressivi, spesso sessisti se rivolti ad una donna. Succede ovunque, forse di più nei territori con amministrazioni di destra a trazione leghista. Dove il consenso è anche fatto di manifestazioni di intolleranza e fastidio verso chi la pensa diversamente, verso chi rispetta la diversità e non fa distinzioni tra autoctoni e stranieri, quando si tratta di aiutare chi ha bisogno. È in questi contesti che, alcune volte, verrebbe voglia di chiudersi nel proprio fortino, che in questo caso corrisponde alla propria Camera del Lavoro, per evitare di ricevere insulti gratuiti e di subire inutili frustrazioni. Niente di più sbagliato. L’esperienza di un territorio e di una Camera del lavoro “giovane e pop”. Scrive Lara Ghiglione, segretaria generale della Cgil di La Spezia

Per non arrenderci all’istinto dell’autoisolamento, abbiamo deciso di provare a “conquistare” la città. Uno spazio nel cuore del centro, dei giardini pubblici. Un luogo che è una parte importante della storia del nostro territorio. Ma un luogo impreparato ad accogliere una festa di quattro giorni, totalmente da allestire e preparare.

Non importa. Abbiamo accettato la sfida. Ci siamo rimboccati le maniche: abbiamo allestito il contesto fisico, coinvolto le associazioni che condividono i nostri valori, come ANPI, ARCI, LIBERA, RAOT, e soprattutto gli studenti. I giovani sono stati i veri protagonisti.

Abbiamo affrontato i temi più scottanti. Siamo partiti da un ragionamento sullo sfruttamento del lavoro determinato dall’innovazione e dalle nuove tecnologie, che dobbiamo essere in grado di trasformare in un’opportunità, anziché rassegnarci ad accettare come un problema.

Grazie a Sandro Ruotolo e Alex Orlowski abbiamo conosciuto la Bestia, quella subdola propaganda dell’odio, che usa fake news e algoritmi per plasmare mostri che incontriamo ovunque: al bar, in autobus e al supermercato. E abbiamo visto i giardini pubblici riempirsi di persone di ogni tipo. Molti visi nuovi. Abbiamo ascoltato applausi convinti e visto volti appagati dal riconoscersi e dal sentirsi parte di una comunità.

Abbiamo presentato tre libri e allestito una mostra sulla Resistenza in Germania. Un atto di coraggio in un Paese dove si legge sempre meno. Dove si conosce poco o niente la Storia dell’Europa. L’abbiamo definito un atto di legittima difesa, contro le barbarie indotte dall’ignoranza.

Abbiamo ballato con i giovani e gli studenti, abbiamo “rappato” con Tommaso Zanello, alias Piotta, abbiamo bevuto birra artigianale del luogo, e gustato cibi semplici a km zero. Abbiamo ascoltato ragazzi provenienti da tutta Italia per partecipare ad un concorso di poesia dentro la nostra festa. Ci è sembrato pazzesco. Abbiamo riso. Ci siamo divertiti nonostante la stanchezza.

Abbiamo subito deliranti attacchi mediatici dai consiglieri della Lega per aver organizzato un aperitivo di sostegno all’ONG “Mediterranea“: “La CGIL sta con chi fa la tratta degli esseri umani”, “per favorire l’invasione dei clandestini” “contro i lavoratori”. A queste accuse abbiamo risposto con ironia perché d’altronde, ad essere tagliati fuori da una festa così bella, ci si sente un po’ “sfigati”. È comprensibile!

Seimila persone in quattro giorni. Parecchie centinaia presenti per ascoltare l’intervista al nostro Segretario Generale Maurizio Landini, che, come al solito, è riuscito a scaldare il cuore e ad accendere le menti. E poi tante strette di mano, tanti ringraziamenti per ciò che siamo stati in grado di realizzare. Con le nostre forze che sono limitate, anche dal punto di vista economico.

Tutto questo ha fatto emergere una necessità netta e chiara: questo successo ci dice che le persone, i lavoratori, hanno voglia di uscire, confrontarsi, vivere insieme gli spazi pubblici, partecipare ad eventi culturali. I giovani accanto ai pensionati. Che c’è una battaglia culturale bella e importante che si gioca nei territori, nelle nostre comunità e che parte dalle Camere del Lavoro. “Grazie perché mi avete ridato una speranza” “Grazie perché mi avete fatto ritrovare la mia amata CGIL”.

La CGIL che vive negli spazi della città, magari quelli che avvertiamo come più distanti e meno accoglienti. È a questo che dobbiamo tendere per iniziare a trovare e far ritrovare la “nostra” grande comunità di donne e uomini che non si rassegnano. Di compagne e compagni che guardano a noi come ad una speranza. Provarci è d’obbligo!

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