Carola siamo noi

La comandante della Sea Watch 3 è stata arrestata con l’accusa di “resistenza o violenza contro nave da guerra” . Carola ha fatto quello che doveva. Ha portato in salvo i 40 migranti che da oltre due settimane vagavano a largo di Lampedusa in attesa del via libera per l’approdo. Se arrestano lei, devono venire a prenderci tutti, casa per casa. Devono venire a prenderci in strada dove manifestiamo, davanti ai sagrati delle Chiese dove dormiamo, davanti alle prefetture dove diciamo e continuiamo a ripetere che le loro leggi sono sbagliate.

Lo aveva detto e lo ha fatto. La situazione a bordo era drammatica. Uno stato d’emergenza dichiarato da giorni senza che nessuno ascoltasse, senza che nessuno che si facesse carico della responsabilità umana di aprire il porto.

Badate bene: aprirlo alle ong. Perché a Lampedusa barconi e gommoni non hanno mai smesso di arrivare.

“E’ stata una decisione disperata, per una situazione che era diventata disperata”. Basterebbero queste parole dei legali dell’organizzazione non governativa tedesca a farci fermare tutti. A farci stringere tutti attorno a Carola.

Al timone della nave ha scelto di arrivare al molo senza autorizzazione. Ha invocato lo stato di necessità. Non si è lasciata intimidire dalle azioni di disturbo della motovedetta della Guardia di finanza.

Capitana coraggiosa, l’hanno chiamata alcuni. Ora gli altri l’accusano di un reato che prevede una pena dai tre ai dodici anni di carcere. Non possiamo accettarlo. Non possiamo permetterlo.

Ma soprattutto c’è quell’espressione che disturba, che offende, che ferisce come un pugno dritto allo stomaco: nave da guerra.

Contro quale nave da guerra avrebbe resistito Carola? O commesso violenza?

Quale guerra stiamo combattendo rinnegando così, ancora una volta, la nostra Costituzione che la guerra, invece, ripudia “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”?

Carola è anche accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e tentato naufragio. Lei che dal naufragio ha salvato vite e coscienze.

Perché dall’alba di oggi i 40 migranti che erano a bordo della nave possono tornare a sperare. Perché noi tutti, come fu per la Diciotti a Catania e per la Mare Jonio più volte, attorno a questa vicenda abbiamo ricordato chi siamo e cosa ci rende diversi da chi predica odio e semina paure.

In un’altra epoca forse avremmo irriso quel manipolo di leghisti che aspettavano che Carola scendesse dall’imbarcazione per urlarle: “Vergogna” o per dire che “L’Italia è stata violentata”. Oh, se è stata violentata! Ma certo non dalla Sea Watch e da chi salva e soccorre.

Oggi, però, guardiamo a Lampedusa e vediamo anche tanti uomini e tante donne che in questi giorni hanno aspettato e manifestato per poter dare il benvenuto ai ragazzi del Mare, per poterli abbracciare e aiutarli a ricominciare. Donne e uomini che ieri notte erano lì a ringraziare Carola per averli portati a terra, nonostante tutto.

Lo scriveva Alessandra Giannessi solo un paio di giorni fa. Noi siamo quelli che la mano la tenderebbero sempre, che non permetterebbero a una sola vita, fosse anche una vita passata a odiare, di scomparire nel Mare. Perché quando l’umanità chiede, l’umanità risponde.

E così oggi siamo con Carola. Anzi siamo lei. E vi diciamo: se la arrestate, venite a prenderci tutti, bussate alle nostre porte, casa per casa. Venite a prenderci in strada dove manifestiamo, davanti ai sagrati delle Chiese dove dormiamo, davanti alle prefetture dove vi diciamo e continueremo a dirvi che le vostre leggi sono sbagliate.

3 Comments

  1. Sul Fatto quotidiano di ieri Travaglio si è abbattuto su Carola con una scarica di legnate. Il succo del suo discorso è che lei ha incontrato ben 2 porti sicuri prima di arrivare a Lampedusa, e quindi se ha fatto rotta verso l’Italia (allungando a dismisura i giorni di navigazione e di conseguenza le sofferenze dei suoi migranti) lo ha fatto solo e unicamente come provocazione politica. Segue un invito alle sinistre ad informarsi meglio prima di sceglierla come loro beniamina.
    Che anche Travaglio (come molti italiani) abbia deciso di mollare i grillini per la Lega?

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  2. Abbiamo la stessa .prosecuzione sul bordo Mexicano. La gente che aiuta gli emigranti nel deserto vengono accusati di crimini – cosi, la generosita e la compassione vengono criminalizate. C’e stato un processo contro Scott Warren, uno di loro, che ha concluso favorevolmente per lui. Pero, i crimini del regime republicano/trumpiano continuano sul bordo. Una cosa buona: c’e una grande resistenza e condanazione

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