Fateli scendere

Questo messaggio ci arriva che è notte fonda. Dal sagrato di una Chiesa. Da un’isola umana in mezzo a un mare che lo è sempre meno. Le notizie da Strasburgo non sono buone: la Corte non appoggerà le richieste della Sea Watch 3, la nave della ong tedesca che vaga da due settimane a largo di Lampedusa in attesa di un approdo sicuro. Ma lì, a Lampedusa, c’è chi tenacemente lotta e aspetta per abbracciare e sostenere le vite sospese dei 42 migranti a bordo. La testimonianza del Forum Lampedusa Solidale è uno schiaffo all’indifferenza.

Tutti ci chiedono: “Perché?
“Perché siete seduti sui gradini di questa chiesa con queste copertine metalliche sulle spalle?”
“Perché passate la notte dormendo sul sagrato della chiesa?”

Se non avessimo sorretto quei corpi umidi, tremanti e magri. Se non fosse per quel tremito che abbiamo sentito sotto le mani ogni volta che abbiamo appoggiato una coperta su quelle spalle bagnate e curve. Se non fosse per quel ragazzo, accasciato contro un muretto, bagnato fradicio e con gli occhi persi nel vuoto; quel ragazzo in stato catatonico, che all’inizio non rispondeva alle nostre domande. Se non fosse per lui che a un tratto ci ha guardato dritto negli occhi e ha cominciato a raccontare che il suo amico gli era morto davanti e lui non aveva potuto fare nulla per salvarlo. Se non fosse per lui che si chiedeva tra le lacrime come avrebbe potuto dare la notizia alla famiglia dell’amico.

Se non fosse per quelle sere in cui decine e decine erano le giovanissime e bellissime ragazzine che sfilavano l’una dopo l’altra, ancora fiere e sorridenti, vive. Se non fosse per le decine di bimbe e bimbi che mai abbiamo sentito piangere, come se capissero che adesso, giunti a terra, non c’era più motivo di disperarsi. Se non fosse per le lacrime di gioia che abbiamo versato quando abbiamo visto gli uomini e le donne, con addosso una divisa o una tuta bianca o un paio di jeans e una maglietta, salutare con una stretta di mano, un abbraccio, un sorriso, un augurio, una promessa, una ad una tutte le persone che riconsegnavano alla terra dopo averli sottratti al mare.

Se non fosse per tutte le tombe senza nome e per tutte quelle che un nome qualcuno è riuscito a trovarlo. Se non fosse per le risate, le serate, le passeggiate, le mangiate fatte con chi abbiamo conosciuto, ritrovato o incontrato quando il peggio era passato. Se non fosse per tutte queste cose e per altre che non abbiamo ancora trovato il coraggio di tirare fuori.

Bene, se non fosse per questo, non dormiremo sul sagrato della Parrocchia di San Gerlando a Lampedusa, in attesa che i naufraghi e l’equipaggio a bordo della Sea-Watch siano fatti scendere a terra, in un porto sicuro, com’è giusto che sia.

Ma abbiamo visto, toccato, sentito, pianto, riso, conosciuto e amato.

Per questo siamo qui oggi come ieri.

Una notte con il Forum Lampedusa solidale sul sagrato della Parrocchia di San Gerlando a Lampedusa

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